Breaking News
21.12.2025

Oggi è il solstizio: inizia l’inverno astronomico, ma pure il percorso verso la primavera

Pasquale Almirante

Oggi, 21 dicembre, alle ore 7,12, ha avuto inizio il solstizio d’inverno e dunque ha preso avvio la stagione invernale nell’emisfero nord. Il solstizio cade sempre in un orario preciso e si verifica per lo più in date che possono oscillare tra il 20 e il 23 dicembre.

Per i popoli del Nord, è il cominciamento di una nuova era, perché da oggi le giornate iniziano ad allungarsi fino all’equinozio, quando entrerà la primavera astronomica, sempre in questa parte di emisfero.

Le tenebre, che hanno oscurato le brume e le foreste dalle parti del Polo Nord, prendono la via del loro disfacimento per lasciare posto alla luce che, dopo l’equinozio del 21 marzo, si avvierà al nuovo solstizio d’estate, allorché il buio inizierà la sua ascesa, sconfiggendo di nuovo la luce.

Il solstizio d’inverno, dunque, coincide con il giorno più corto e di conseguenza con la notte più lunga dell’anno, perchè il Sole raggiunge lo zenit lungo il Tropico del Capricorno. 

Nella giornata di oggi molti sono stati gli inglesi che si sono recati a Stonehenge, dal momento che, da un punto di vista simbolico, il 21 dicembre  rappresenta la rinascita dopo la fine dell’autunno e per molte culture antiche, i celti per esempio,  è un simbolo della vittoria della luce sulle tenebre e della rinascita del sole.  

Il seme, sepolto fra le zolle, da oggi in poi risentirà la nuova luce, col suo prossimo nuovo tepore, per germogliare e ridare quindi vita e nutrimento alle popolazioni.

E oggi, anche in Sicilia, ad Acitrezza, questo evento, del sole vittorioso sulle tenebre, si è celebrato al suono delle brogne, una grossa conchiglia usata a guisa di tromba dai pastori per richiamare gli armenti, ma soprattutto dai pescatori quando sono in mare e chiamarsi l’uno con l’altro quando c’è nebbia o bisogno di soccorso.

Con questo strumento in mano, una ventina di persone, donne comprese, si sono ritrovati davanti ai faraglioni, che il mito vuole essere le cime dei monti che Polifemo scagliò contro Ulisse, e rivolti verso l’oriente, hanno accolto li primi raggi al suono roco, cupo ma intenso di questi strumenti ancestrali.

Un suono ben augurale che annuncia pure il Natale che coincide appunto con la nuova stagione che sta per nascere.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate