Home Attualità Oms: servono vaccini nuovi. Crisanti: Draghi come Boris Johnson

Oms: servono vaccini nuovi. Crisanti: Draghi come Boris Johnson

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L’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha spiegato che con ogni probabilità ci sarà bisogno di avere vaccini nuovi per intervenire sul tasso dei contagi causati dalle nuove varianti, “una strategia di vaccinazione basata su richiami ripetuti dei vaccini attuali ha poche possibilità di essere appropriata o sostenibile in attesa che questi nuovi vaccini siano disponibili, occorrerà forse aggiornarne la composizione per garantire che continuino a fornire il livello di protezione raccomandato dall’Oms contro l’infezione e la malattia causata dalle varianti”.

Anche l’Ema, agenzia europea dei farmaci, esprime preoccupazione: “La situazione epidemiologica continua a essere preoccupante, ma sembra che Omicron causi meno gravi malattie rispetto alla Delta: il rischio di essere ricoverato dopo il contagio con la variante è di circa la metà rispetto alla variante Delta”.

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Dunque, secondo l’Ema, potrebbe arrivare il via libera a un vaccino specifico per la variante Omicron “tra aprile e maggio”, anche se importante appare “una discussione globale su cosa sia meglio nell’interesse della salute pubblica”.

Ma non solo, secondo la direzione Oms Europa “la variante Omicron minaccia di sopraffare il personale sanitario. Il modo in cui ogni paese risponde ora deve essere informato sulla base della situazione epidemiologica, delle risorse disponibili, dello stato di avanzamento della vaccinazione e del contesto socio-economico”. Mentre per quanto riguarda i casi di Omicron, è ormai accertato che si stanno diffondendo con grande rapidità in tutto il mondo, “diventando il virus dominante nell’Europa occidentale e ora si sta diffondendo nei Balcani”.

Per altro verso, il professor Andrea Crisanti, direttore dei dipartimenti di microbiologia e virologia dell’università di Padova, a Otto e mezzo, si è cosi espresso sulle scelte del governo di Mario Draghi nella lotta al covid: “Stessa linea del premier inglese  Boris Johnson: facciamo finta che sia tutto normale e speriamo bene”.

E precisa: “Draghi è stato fortunato. Penso che la linea di Draghi sia molto simile a quella del premier britannico Johnson. Facciamo finta che sia tutto normale e speriamo bene, questo è l’approccio. L’Inghilterra tra aprile e gennaio ha avuto 15mila morti più dell’Italia. Penso che l’Italia abbia fatto meglio dell’Inghilterra, è cresciuta di più dal punto di vista economico e ha protetto i cittadini, perché abbiamo avuto meno decessi. Ora questa impostazione viene abbandonata in nome di una presunta normalità, perché non si può parlare di normalità con 250mila contagi al giorno”. 

Draghi, ha continuato ancora Crisanti, “ha promesso agli italiani che ci sarebbe stata l’immunità di gregge, ha detto che il green pass ci avrebbe protetto dalla trasmissione. E’ arrivata poi una variante che fortunatamente non dà grossi problemi ai vaccinati. Se questa variante Omicron oltre a infettare i vaccinati avesse creato problemi importanti di carattere clinico, avrebbe creato problemi a qualsiasi governo, considerando che sono state ritardate le terze dosi. Sul fronte della vaccinazione ha fatto bene. Sono state fatti degli errori. Come dicevano i romani, il generale deve essere bravo e fortunato: penso che qui ci siano entrambi gli elementi”.