Uno striscione calato nelle prime ore del mattino ha dato il via a una nuova stagione di mobilitazione studentesca. L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi hanno lanciato un messaggio: “Ora decidiamo noi: Pace, Resistenza, Partecipazione”.
Al centro della protesta c’è la denuncia di un Paese che, secondo i promotori, sceglie di investire nella guerra anziché nella formazione. Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, è netto: “Di fronte a un Paese che investe nella guerra invece che nella formazione, rivendichiamo un cambio di rotta netto: servono risorse per l’università pubblica, per garantire davvero il diritto allo studio e per costruire una società più giusta”.
La mobilitazione, annunciano i promotori, si estenderà a scuole, università e città. Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, traccia la direzione: “Non accettiamo un presente fatto di precarietà, guerra e autoritarismo. Dalle scuole vogliamo costruire partecipazione, consapevolezza e resistenza, rimettendo al centro la pace, i diritti e la giustizia sociale”. L’azione di oggi viene presentata non come un episodio isolato, ma come punto di partenza di un percorso più lungo: “Questa mobilitazione è solo l’inizio”, conclude Verdecchia, annunciando nuove iniziative di piazza nei prossimi mesi.