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23.03.2026

Ora legale permanente, via libera alla Camera: ecco cosa cambierebbe

Per la prima volta, la proposta di eliminare il cambio stagionale dell’ora entra in un percorso parlamentare definito. La Commissione Attività produttive della Camera ha dato il via libera a un’indagine conoscitiva sull’adozione di un orario unico per tutto l’anno. L’obiettivo è valutare in modo sistematico gli effetti di una misura che finora era rimasta sullo sfondo, tra petizioni, studi e tentativi europei mai approdati a una sintesi concreta.

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Energia, salute e risparmio

Secondo le rilevazioni di Terna, come riporta Il Corriere, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha consentito un risparmio energetico superiore a 12 miliardi di kilowattora, pari a circa 2,3 miliardi di euro in bolletta, con una riduzione stimata delle emissioni di CO₂ compresa tra 160 mila e 200 mila tonnellate l’anno. Ma il quadro non si esaurisce nell’energia: diversi studi segnalano che il cambio d’ora incide sui ritmi circadiani, con effetti su sonno, concentrazione e pressione arteriosa. Nella settimana successiva al passaggio autunnale si registrerebbe, secondo le ricerche citate, un aumento degli incidenti stradali e sul lavoro. Sul versante economico, invece, una maggiore disponibilità di luce serale è associata a un’estensione delle attività di commercio, ristorazione e turismo.

Il nodo europeo

Il percorso italiano si inserisce in un contesto continentale ancora irrisolto. Nel 2018 la consultazione pubblica della Commissione europea raccolse 4,6 milioni di risposte, con una netta maggioranza favorevole all’abolizione del cambio d’ora. L’anno successivo il Parlamento europeo approvò una proposta di direttiva che lasciava agli Stati membri la scelta dell’orario permanente, ma il processo si è poi arenato per le divergenze tra Paesi su trasporti, mercato interno e coordinamento dei fusi orari. Le posizioni seguono ancora le latitudini: al Nord prevale l’esigenza di preservare la luce mattutina, al Sud il valore economico della luce serale. L’Italia ha finora mantenuto una linea prudente, rimandando ogni decisione a un possibile accordo europeo.

L’indagine e i prossimi passi

L’indagine, promossa su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale, di Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti, si concluderà entro il 30 giugno. Nei prossimi mesi la Commissione ascolterà istituzioni, autorità indipendenti, associazioni di categoria e mondo accademico, con l’obiettivo di restituire al Parlamento un quadro aggiornato su benefici e criticità della misura, valutando anche l’ipotesi di una fase sperimentale.

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