Prima ora | Notizie scuola del 26 maggio 2026

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26.05.2026

Orari dei docenti sul sito e assenze sul registro: il Garante multa una scuola con 2.000 euro

Un istituto tecnico è stato sanzionato con 2.000 euro dal Garante per la protezione dei dati personali per aver pubblicato online gli orari di servizio dei propri docenti e per aver annotato le assenze di un insegnante nel registro elettronico in modo visibile a tutta la comunità scolastica. Lo stabilisce il provvedimento n. 112 del 26 febbraio 2026, che fissa principi destinati a orientare la gestione dei dati del personale scolastico.

Pubblicazione orari senza norma

Come riportato da Italia Oggi, nella home page del sito istituzionale erano stati pubblicati gli orari di servizio dei docenti con nome, materia insegnata e turni di sorveglianza durante la ricreazione. La scuola si era difesa sostenendo che si trattava di una scelta dettata da esigenze organizzative, finalizzata a garantire continuità didattica e trasparenza verso le famiglie, precisando inoltre che non erano stati divulgati dati sensibili come quelli relativi alla salute. Il Garante non ha accolto le motivazioni: l’istituto non ha saputo indicare alcuna norma che imponga la pubblicazione nominativa degli orari sul web. In assenza di una base giuridica adeguata, nessuna generica ragione organizzativa – per quanto comprensibile – può legittimare la diffusione online di dati personali.

Le assenze sul registro visibili a chiunque

Il secondo punto contestato riguarda l’annotazione delle assenze nel registro elettronico, resa accessibile non solo al personale autorizzato al trattamento, ma anche a genitori, studenti e, in modo generalizzato e indistinto, a tutto il personale ATA, compresi collaboratori scolastici e segreteria. Il Garante ha ritenuto la condotta ugualmente illegittima: la conoscibilità di questi dati deve essere circoscritta esclusivamente a chi, per le proprie mansioni, è autorizzato a trattarli.

A presentare formale reclamo all’Autorità è stato un docente coinvolto in prima persona, contestando entrambe le condotte.

La sanzione: 2.000 euro, attenuata dalla collaborazione

L’Autorità ha applicato una sanzione pecuniaria di 2.000 euro, importo relativamente contenuto rispetto ai massimali previsti dal GDPR, motivato dalla collaborazione dimostrata dalla scuola nel corso del procedimento.

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