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Orientamento, i giovani devono sbagliare per arrivare alla strada giusta. Arriva “OrientaTalenti”: quando la scelta della vita può nascere da una scintilla

Marco Giuliani

“A volte una scelta nasce da una scintilla”. È questo il messaggio che arriva da OrientaTalenti, la nuova manifestazione nazionale dedicata all’orientamento scolastico e professionale, inaugurata lo scorso 6 novembre al Mind (Milano Innovation District). Un evento pensato per aiutare gli studenti a guardare al futuro senza paura, ma con curiosità e consapevolezza.

Alla cerimonia erano presenti il ministro dell’Università e Ricerca Anna Maria Bernini e il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, oltre agli assessori regionali e rappresentanti di scuole, università e imprese. L’evento – hanno comunicazione ufficiale da OrientaTalenti – è promosso da Regione Lombardia, in collaborazione con Fondazione Adapt, Assolombarda, 15 università italiane, ITS Academy, scuole e oltre 50 aziende.

“Non abbiate paura di sbagliare. Non è vero che si vive una volta sola: si muore una volta sola, ma si possono vivere molte vite”, ha detto in modo chiaro e molto diretto la ministra Anna Maria Bernini rivolgendosi ai giovani.

Parole che parlano di libertà, di possibilità, e di cambiamenti. Perché scegliere un percorso non significa incastrarsi per sempre: significa partire, sapendo di poter reindirizzare la propria rotta.

Però oggi cambiare strada non è solo normale, è quasi la regola. Secondo i dati del dicastero di competenza, oltre il 50% degli studenti universitari italiani cambia corso o facoltà almeno una volta durante il percorso.

Durante l’evento è stata presentata la ricerca “Orientare i talenti” della Fondazione Adapt, che mostra come un giovane diplomato su tre nel Nord-Ovest si senta disorientato riguardo al proprio futuro. Questo significa che moltissimi ragazzi al giorno d’oggi vivono una sorta di “nebbia”, senza capire chi sono e cosa fare della loro vita, molte volte perché mancano informazioni concrete, contatti reali, esperienze dirette.

C’è poi da considerare che l’Italia si trova davanti a una sfida demografica enorme: secondo le proiezioni, la popolazione attiva in età si ridurrà del 35% nei prossimi decenni: vi saranno quindi sempre meno lavoratori, e serviranno professionalità più qualificate e consapevoli.

OrientaTalenti non si limita a distribuire brochure o informazioni teoriche: l’obiettivo è proporre un modello di orientamento “esperienziale”, tramite laboratori pratici, incontri con professionisti, testimonianze di studenti e ricercatori e esperienze con aziende e università.

Il ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato l’importanza di rendere la Pubblica Amministrazione come base per attrarre i giovani, e non come un qualcosa di “vecchio” o lontano, garantendo: formazione continua, possibilità di crescita professionale, meritocrazia e equilibrio tra lavoro e vita personale.

L’assessore regionale Simona Tironi ha definito l’evento come: “un luogo in cui può nascere una scintilla che trasforma la curiosità in una scelta consapevole”

Si può dire che orientare significa imparare a conoscere. Non scegliere la strada giusta subito non è un fallimento: è parte del processo di crescita.

Eventi come OrientaTalenti permettono di incontrare mondi diversi, sbagliare domande, fare quelle giuste, e capire cosa emoziona davvero ogni ragazzo.

In conclusione la scuola ci dà conoscenze, ma l’orientamento ci dà direzione. E come in ogni viaggio, la direzione la si trova camminando verso una meta.

OrientaTalenti ci ricorda che il futuro non si subisce: si costruisce. Un passo alla volta, una scintilla alla volta, per arrivare al monte del futuro.


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