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Pedagogisti e scuola: è falso che l’impoverimento dell’istruzione sia causa loro

In relazione alle recenti dichiarazioni attribuite al professor Luciano Canfora e diffuse da alcuni organi di informazione e piattaforme online, nelle quali i pedagogisti vengono descritti come responsabili di un presunto impoverimento dell’istruzione scolastica e accusati di mascherare i problemi della scuola con teorie astratte, l’ANPE – Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani ritiene doveroso intervenire pubblicamente.

Tali affermazioni, per come circolano nel dibattito mediatico, risultano generalizzanti, prive di fondamento scientifico e dannose per un confronto serio e costruttivo sul futuro della scuola italiana. Esse contribuiscono ad alimentare una contrapposizione artificiale tra saperi disciplinari e scienze dell’educazione, contrapposizione che non trova riscontro né nella ricerca internazionale né nelle pratiche educative più efficaci.

La pedagogia contemporanea è una disciplina scientifica consolidata, fondata su evidenze empiriche, meta-analisi e contributi interdisciplinari provenienti, tra gli altri, dalla psicologia cognitiva e dalle neuroscienze educative. Studi ampiamente riconosciuti a livello internazionale dimostrano che metodologie didattiche basate su valutazione formativa, feedback strutturato e apprendimento attivo migliorano in modo significativo gli esiti scolastici, senza in alcun modo sostituire o svilire i contenuti disciplinari.

Anche il termine “nozionismo”, frequentemente evocato in senso polemico, non rappresenta una svalutazione del sapere, ma una categoria critica storicamente utilizzata per indicare modelli didattici esclusivamente trasmissivi, incapaci di favorire comprensione profonda, pensiero critico e trasferimento delle conoscenze. La pedagogia non si oppone alle conoscenze, ma ne promuove un uso significativo e duraturo.

I pedagogisti, lungi dal costituire una “setta” o un corpo ideologico, operano quotidianamente nella scuola e nei servizi educativi con strumenti professionali riconosciuti: analisi dei bisogni educativi, progettazione inclusiva, supporto ai docenti, valutazione dei processi di apprendimento. Il loro contributo è orientato alla riduzione delle disuguaglianze, alla prevenzione della dispersione scolastica e al miglioramento complessivo della qualità dell’istruzione.

Come Presidente nazionale dell’ANPE, respingo con fermezza narrazioni che delegittimano una professione e una disciplina scientifica sulla base di semplificazioni o slogan. La scuola italiana ha bisogno di alleanze culturali, non di polemiche divisive.

L’ANPE rinnova pertanto la propria disponibilità a un confronto pubblico, serio e documentato, fondato sui dati della ricerca e sul rispetto reciproco tra saperi umanistici e scienze dell’educazione, nella convinzione che solo un dialogo informato possa contribuire realmente al rafforzamento del sistema scolastico del nostro Paese.

Maria Angela Grassi – Presidente Nazionale ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani)

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