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Aggiornato il 09.02.2026
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Pei, Pdp, Glo, Gli: altro che semplici acronimi. Ecco cosa sono, chi se ne occupa e perché sono importanti

Laura Bombaci

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”: così recita l’articolo tre della Costituzione Italiana.

“Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”

Si può dire che l’inclusione a scuola degli studenti con disabilità dovrebbe cercare proprio di applicare questo principio alla base della nostra democrazia. La scuola ha degli strumenti preziosissimi per garantire questo diritto: dal GLI al GLO, fino al PEI.

Questi non sono semplici acronimi e non possono essere considerati semplici adempimenti da assolvere o gruppi di cui far parte: su di loro si regge tutto un sistema vitale che coinvolge l’intera comunità educante. Ecco una piccola guida pratica che spiega cosa sono, cosa dice la normativa e qual è la loro funzione.

Piano per l’inclusione: ecco cosa deve fare ogni scuola

Ogni scuola, nell’ambito della definizione del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), predispone il Piano per l’inclusione (PI) che definisce le modalità per l’utilizzo coordinato delle risorse, compreso l’utilizzo complessivo delle misure di sostegno sulla base dei singoli PEI di ogni bambina e bambino, alunna o alunno, studentessa o studente, e, nel rispetto del principio di accomodamento ragionevole, per il superamento delle barriere e l’individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento nonché per progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica.

Il Piano per l’inclusione è attuato nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili.

Per ogni studente con disabilità c’è un GLO

In ogni scuola, come previsto dalla legge 104/1992, c’è un GLI, Gruppo di lavoro per l’inclusione. Il GLI è composto da docenti curricolari, docenti di sostegno e, eventualmente da personale ATA, nonché da specialisti della Azienda sanitaria locale e del territorio di riferimento dell’istituzione scolastica. Il gruppo è nominato e presieduto dal dirigente scolastico ed ha il compito di supportare il collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l’inclusione nonché i docenti contitolari e i consigli di classe nell’attuazione dei PEI.

Poi, per ogni singolo alunno con disabilità, c’è un GLO, Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, una istituzione disciplinata dal Decreto Legislativo 96/2019 e prima ancora dal Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66.

Ogni GLO è composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori della studentessa o dello studente con disabilità, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con l’alunna o l’alunno, nonché con il necessario supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare.

L’unità di valutazione multidisciplinare (UVM), presente in ogni distretto sanitario, solitamente nelle Asl, è composta da:
a) un medico di distretto;
b) un assistente sociale;
c) un infermiere professionale.

Ai componenti del GLO non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese.

PEI: cosa è e quali soggetti sono coinvolti

Per ogni alunno con disabilità, viene redatto, dal GLO, il Piano Educativo Individualizzato (PEI). Il PEI si basa sul Profilo di funzionamento della persona con disabilità. Come specificato dal Dlgs 13 aprile 2017 n. 66, all’articolo 7:

  • Tiene conto dell’accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica secondo la prospettiva bio-psico-sociale alla base della classificazione ICF dell’OMS;
  • Individua obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento nelle dimensioni della relazione, della socializzazione, della comunicazione, dell’interazione, dell’orientamento e delle autonomie;
  • Esplicita le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione svolti dal personale docente nell’ambito della classe e in progetti specifici, la valutazione in relazione alla programmazione individualizzata, nonché gli interventi di assistenza igienica e di base, svolti dal personale ausiliario nell’ambito del plesso scolastico e la proposta delle risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione;
  • Viene redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva, di norma, non oltre il mese di ottobre; è redatto a partire dalla scuola dell’infanzia ed è aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona. Nel passaggio tra i gradi di istruzione, è assicurata l’interlocuzione tra i docenti della scuola di provenienza e quelli della scuola di destinazione. Nel caso di trasferimento di iscrizione è garantita l’interlocuzione tra le istituzioni scolastiche interessate ed è ridefinito sulla base delle eventuali diverse condizioni contestuali della scuola di destinazione;
  • È soggetto a verifiche periodiche nel corso dell’anno scolastico al fine di accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare eventuali modifiche ed integrazioni;

Il Decreto interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 spiega nel dettaglio alcuni aspetti:

  • Il PEI ha durata annuale ha durata annuale con riferimento agli obiettivi educativi e didattici, a strumenti e strategie da adottare al fine di realizzare un ambiente di apprendimento che promuova lo sviluppo delle facoltà degli alunni con disabilità e il soddisfacimento dei bisogni educativi individuati;
  • L’UMV dell’ASL di residenza dell’alunno o dell’ASL nel cui distretto si trova la scuola, partecipa a pieno titolo ai lavori del GLO tramite un rappresentante designato dal Direttore sanitario della stessa. Nel caso in cui l’ASL non coincida con quella di residenza dell’alunno, la nuova unità multidisciplinare prende in carico l’alunno dal momento della visita medica nei suoi confronti, acquisendo la copia del fascicolo sanitario dello stesso dall’ASL di residenza;
  • Si intende per figura professionale esterna alla scuola, che interagisce con la classe o con l’alunno, l’assistente all’autonomia ed alla comunicazione ovvero un rappresentante del GIT territoriale (Gruppo per l’Inclusione Territoriale); quale figura professionale interna, ove esistente, lo psicopedagogista o docenti referenti per le attività di inclusione o docenti con incarico nel GLI;
  • Il Dirigente scolastico, a inizio dell’anno scolastico, sulla base della documentazione presente agli atti, definisce, con proprio decreto, la configurazione del GLO;
  • Il GLO si riunisce entro il 30 di giugno per la redazione del PEI provvisorio e – di norma – entro il 31 di ottobre per l’approvazione e la sottoscrizione del PEI definitivo;
  • Il GLO si riunisce almeno una volta, da novembre ad aprile, per annotare le revisioni ed effettuare le relative verifiche intermedie;
  • Le riunioni del GLO si svolgono, salvo motivata necessità, in ore non coincidenti con l’orario di lezione. Le riunioni del GLO possono svolgersi anche a distanza, in modalità telematica sincrona;

Al fine di individuare i punti di forza sui quali costruire gli interventi educativi e didattici, la progettazione è preceduta da attività di osservazione sistematica sull’alunno. L’osservazione sistematica – compito affidato a tutti i docenti della sezione e della classe – e la conseguente elaborazione degli interventi per l’alunno tengono conto e si articolano nelle seguenti dimensioni:

a. la dimensione della relazione, della interazione e della socializzazione.

b. la dimensione della comunicazione e del linguaggio.

c. la dimensione dell’autonomia e dell’orientamento.

d. la dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento.

Come valutare gli studenti con disabilità?

Nel PEI sono altresì indicati i criteri di valutazione del comportamento ed eventuali obiettivi specifici, ossia se il comportamento è valutato in base agli stessi criteri adottati per la classe o se è valutato in base a criteri personalizzati, finalizzati al raggiungimento di specifici obiettivi.

Partendo dall’organizzazione delle attività di sostegno didattico e dalle osservazioni sistematiche svolte, tenuto conto del Profilo di Funzionamento e del suo eventuale aggiornamento, oltre che dei risultati raggiunti, nonché di eventuali difficoltà emerse durante l’anno, il GLO propone, nell’ambito di quanto previsto dal presente decreto, il fabbisogno di ore di sostegno per l’anno scolastico successivo, avendo cura di motivare adeguatamente la richiesta.

La verifica finale con la proposta del numero di ore di sostegno e delle risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base, nonché delle tipologie di figure professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e/o alla comunicazione, per l’anno scolastico successivo, è approvata dal GLO, acquisita e valutata dal Dirigente scolastico al fine di:

a. formulare la richiesta complessiva d’istituto delle misure di sostegno da trasmettere al competente Ufficio Scolastico Regionale entro il 30 di giugno;

b. formulare la richiesta complessiva d’Istituto delle misure di sostegno ulteriori rispetto a quelle didattiche, da proporre e condividere con l’Ente Territoriale.

Il modello di PEI

Il modello di PEI prevede un “Quadro informativo” redatto a cura dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale ovvero di altri componenti del GLO esterni all’istituzione scolastica, relativo alla situazione familiare e alla descrizione dell’alunno con disabilità. Nella scuola secondaria di secondo grado, uno specifico spazio è dedicato alla descrizione di sé dello studente, attraverso interviste o colloqui.

I tipi di percorso didattico: non tutti gli studenti con disabilità ottengono il diploma finale

Nel PEI è indicato il tipo di percorso didattico seguito dallo studente, specificando se trattasi di:

a. percorso ordinario: permette il rilascio del diploma.

b. percorso personalizzato (con prove equipollenti): permette il rilascio del diploma, con un PEI semplificato.

c. percorso differenziato: non permette il rilascio del diploma ma di crediti formativi. La valutazione degli apprendimenti è riferita alla progettazione personalizzata definita nel PEI e può prevedere pertanto anche verifiche non equipollenti, con un PEI differenziato.

Le decisioni che riguardano la corrispondenza dei percorsi disciplinari e l’equipollenza – ossia la validità delle prove di verifica – sono di competenza del Consiglio di classe, non del GLO nel suo insieme.

In presenza di percorsi misti, differenziati in alcune discipline e sostanzialmente ordinari o personalizzati ma con verifiche equipollenti in altre, il percorso didattico complessivo è necessariamente differenziato, perché nel nostro impianto ordinamentale è sufficiente una singola “non conformità” in una disciplina per precludere il conseguimento del diploma.

Negli anni successivi la continuazione del percorso differenziato viene considerata automatica, salvo diversa decisione del Consiglio di classe, anche derivante da motivata richiesta della famiglia.

Pei provvisorio e definitivo

Il PEI provvisorio è redatto entro il 30 giugno per gli alunni che hanno ricevuto certificazione della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica, allo scopo di definire le proposte di sostegno didattico o di altri supporti necessari per sviluppare il progetto di inclusione relativo all’anno scolastico successivo.

Rispetto alla componente docenti, in caso di nuova certificazione di un alunno già iscritto e frequentante, sono membri di diritto i docenti del team o del consiglio di classe. Se si tratta di nuova iscrizione e non è stata ancora assegnata una classe, il dirigente individua i docenti che possono far parte del GLO.

Il PEI provvisorio riporta la proposta del numero di ore di sostegno alla classe per l’anno successivo, nonché la proposta delle risorse da destinare agli interventi di assistenza igienica e di base e delle risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione, per l’anno successivo.

Sezioni del Pei

Le varie sezioni del Pei sono esplicitate nell’Allegato B al Decreto Interministeriale 153/2023, le cosiddette Linee Guida.

1. Quadro informativo

2. Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento

3. Raccordo con il Progetto Individuale

4. Osservazioni sull’alunno per progettare gli interventi di sostegno didattico

5. Interventi sull’alunno: obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità

6. Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori

7. Interventi sul contesto per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo

8. Interventi sul percorso curricolare

8.1 Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) Il percorso di studi dello studente con disabilità e la validità del titolo

9. Organizzazione generale del progetto di inclusione e utilizzo delle risorse

10. Certificazione delle competenze con eventuali note esplicative

11. Verifica finale/Proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari

12. PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo

Esame della documentazione

Il modello bio psico sociale

Ma cos’è il modello bio-psico-sociale su cui si basa l’elaborazione del PEI? Quell’approccio all’inclusione per il quale ogni condizione di salute o di malattia è la conseguenza non della patologia in sé, ma dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali/culturali che determinano il modo in cui un individuo si muove, agisce, vive nell’ambiente in cui si trova immerso.

Tutto ciò si basa sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’OMS, più comunemente nota come ICF, una classificazione della salute e dei domini correlati alla salute. Poiché il funzionamento e la disabilità di un individuo si verificano in un contesto, l’ICF include anche un elenco di fattori ambientali.

La definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un concetto di salute dell’essere umano non esclusivamente limitato alla mancanza di patologie/malattie ma connesso a una più complessa e piena espressione psicosociale delle individuali potenzialità e risorse. In questa visione, un individuo con disabilità non va ridotto alla propria condizione di menomazione, ma è qualcosa di molto più completo, complesso, sfaccettato, globale.

Pei e Pdp: quali differenze?

Non bisogna confondere il PEI con il PDP, Piano Didattico Personalizzato. Quest’ultimo documento, come regolamentato dal D.M. 5669/2011, è previsto per gli studenti che presentano disturbi dell’apprendimento (DSA), come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, non studenti con disabilità.

Il Piano Didattico Personalizzato indica gli strumenti compensativi e le misure dispensative adottate. Chi lo compila? Il Consiglio di Classe.

Il documento di formalizzazione dei percorsi didattici (che può acquisire la forma del PDP), come riportato nelle Linee Guida relative alla didattica per DSA, deve essere predisposto dalla scuola entro il primo trimestre scolastico. Il PDP deve contenere almeno le seguenti voci, articolate per le discipline coinvolte dal disturbo:

1. Dati anagrafici dell’alunno.

2. Tipologia di disturbo.

3. Attività didattiche individualizzate.

4. Attività didattiche personalizzate.

5. Strumenti compensativi utilizzati.

6. Misure dispensative adottate.

7. Forme di verifica e valutazione personalizzate. Sulla base di tale documentazione, nei limiti della normativa vigente, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine Ciclo.

La compilazione del PDP, o della documentazione dei percorsi didattici, coinvolge diversi soggetti:

L’Istituzione scolastica: la scuola è responsabile di predisporre la documentazione nelle forme ritenute idonee.

I Docenti: ogni docente, in collaborazione con i colleghi della classe, procede alla documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati previsti. La competenza sul PDP deve permeare tutto il corpo docente di ogni classe per garantire una programmazione partecipata e non delegata.

Il dirigente scolastico: il dirigente definisce, su proposta del Collegio dei Docenti, le idonee modalità di documentazione dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati e ne coordina l’elaborazione e le modalità di revisione.

La famiglia: il raccordo con la famiglia è fondamentale nella predisposizione della documentazione. La famiglia è chiamata a condividere le linee elaborate e a formalizzare con la scuola un patto educativo/formativo che autorizzi tutti i docenti del Consiglio di Classe ad applicare gli strumenti compensativi e le strategie dispensative ritenute idonee. La famiglia può inoltre comunicare alla scuola eventuali osservazioni su esperienze sviluppate dallo studente autonomamente o attraverso percorsi extrascolastici.

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