Torna a fare discutere il dimensionamento scolastico, dopo che lo scorso 12 gennaio il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato recepimento dei piani di dimensionamento della rete scolastica in vista del prossimo anno scolastico.
Allo stesso tempo, i docenti si lamentano sempre delle classi pollaio, fenomeno che pare opposto: su questo punto, Alleanza Verdi Sinistra ha avviato nei mesi scorsi una raccolta firme, con circa 55mila adesioni, collegata ad una proposta di legge di iniziativa popolare “Non più di 20 studenti per classe“.
Dal canto suo, invece, il ministro Valditara pensa che le classi pollaio non siano un problema: “Il numero degli alunni per classe non fa la differenza. Non si è visto che laddove è stato applicato non ha dato esiti particolarmente interessanti. Anzi, studi di INVALSI confermano che quando il rapporto è troppo basso il rendimento non migliora, anzi peggiora persino”, queste le sue parole.
Ma cos’è il dimensionamento scolastico? Cosa sono le classi pollaio? Esistono davvero in Italia? Qual è il problema più sentito dai docenti? Come si formano le classi? Cosa è cambiato dalla riforma Gelmini? Su quale studio INVALSI si basano le affermazioni del ministro Valditara secondo cui “il numero di alunni in classe non fa differenza?”.
La Tecnica della Scuola ha costruito un focus con approfondimenti, cenni normativi, interviste e dati originali per fare chiarezza.
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