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Pensioni dopo la fiducia al governo Letta

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Ieri, per tutto il giorno, c’è stata una recita a soggetto con un colpo di scena del deus ex machina tanto che la fiducia si è trasformata in una farsa. Il cavaliere, come uno Schettino qualsiasi, sognava la rotta. Ma colto da una doloroso “travaglio” è risalito a bordo dando fiato alle vele e imponendo una conversione ad U. Un vero e proprio elogio della follia. Squadroni di chierichetti pronti col turibolo acceso per una cerimonia a sorpresa che si è rivelata né ferale né festiva ma solo feriale, per una giornata di ordinaria pazzia.
In serata il nostro sito ha dato notizia di una nota del Miur (01/10/2013, prot. 2085) che invita le scuole a richiedere la “Dichiarazione dei servizi” al personale in possesso al 31/082012 dei requisiti pensionistici previgenti la legge Fornero, 214/2011. Tutto ciò esclusivamente ai fini conoscitivi e non con valore di istanza di cessazione dal servizio. Per questo occorrono disposizioni normative nuove. Forse il Miur ha capito (finalmente!) che per il personale scolastico esiste una e una sola uscita pensionistica, al 1° settembre di ogni anno. E che quindi il crinale del 31/12/2011 andava bene per tante categorie di lavoratori ma è diventato una ghigliottina che ha tagliato ingiustamente i diritti acquisiti e/o in fieri di migliaia di lavoratori della conoscenza. Il 1° gennaio 2012, il boia bendato ha penalizzato pesantemente la divisione del tempo tra lavoro e quiescenza.
Dopo la nota del primo ottobre, il Miur potrà venire finalmente a conoscenza dell’entità numerica della Quota 96 facendo così finta di non avere una banca dati sulla carriera lavorativa dei suoi dipendenti. Così come l’Inps ex Inpdap.
Certamente non presenteranno comunicazione dei requisiti pre-Fornero tutti coloro che nel frattempo hanno fatto un anno in più di attività lavorativa e sono in pensione dal 1° settembre 2013 e coloro che stanno facendo un altro anno scolastico “obbligatorio” aspettando di uscire il 1° settembre 2014. Certamente il tempo ha dimezzato i numeri della Quota 96 ma ben venga la speranza che finalmente il governo Letta, col il rinnovo della fiducia, trovi i soldi (nella legge di Stabilità) perché si faccia giustizia con la correzione degli errori madornali della legge 214/2011.
La giornata parlamentare di ieri è stata la sintesi di tutte le stagioni. Oggi è il “The day after” e possiamo puntare lo sguardo pieno di fiducia verso l’orizzonte più sereno del testo della Legge di Stabilità.
“Io – proseguì don Mariano – ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. (…); i quaquaraquà dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”.