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Pensioni d’oro, nel mirino del governo anche quelle dei prof universitari

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Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio aveva annunciato la misura in pompa magna: “Questa settimana nella commissione Lavoro del Senato calendarizzeremo la proposta di legge sul taglio delle pensioni d’oro. Puntiamo a che l’ok a questo provvedimento arrivi prima dell’estate” 

La fretta del ministro pentastellato, però, non è condivisa dalla Lega. Per Alberto Brambilla, esperto di welfare per il partito leghiste,“toccare le pensioni potrebbe rivelarsi un boomerang. Meglio un contributo di solidarietà destinando le risorse ai non autosufficienti e a chi è senza lavoro”.

Nel mirino dei M5S non ci sarebbero soltanto i vitalizi dei parlamentari, ma le pensioni di altre categorie lavorative, dai magistrati al personale di volo, passando per i docenti universitari.

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La differenza vera, però, sta proprio fra assegni pagati
o non pagati dai contributi. Solo il 4% degli assegni previdenziali, segnala La Repubblica, è interamente coperto dai contributi. Con un ricalcolo contributivo generalizzato a perderci sarebbero i dipendenti della scuola e dell’università e delle forze armate, iscritti alla Cassa trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato (Ctps), per un totale di 1.581.000 interessati.

Il taglio finirebbe comunque per essere compensato dall’introduzione della flat tax che riduce il prelievo fiscale soprattutto sui redditi alti.

Per i docenti universitari il calo medio è di circa l’11%, con il 28% degli assegni che verrebbe tagliato di più del 20%.

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