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Pensioni quota 100, un flop per la scuola?

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La quota 100 non ha convinto il personale docente. Sono state, infatti, soltanto 17.000 le domande di pensionamento con i requisiti previsti dalla Quota 100 per la scuola. Il boom di richieste che era stato preventivato all’inizio ha scoraggiato gli insegnanti, che hanno preferito non presentare alcuna domanda di collocamento a riposo e, quindi, di continuare ad insegnare aspettando la pensione di anzianità di servizio o di vecchiaia.

Ad impaurire il personale della scuola è stato l’importo della pensione ridotto perché calcolato sugli anni di contribuzione effettivamente versati e l’ammontare del trattamento del TFR che prevede l’anticipo di 30,000 euro immediati (poi elevati a 45.000) e la restante parte a chi sa quando, Bisogna, tuttavia dire, che il mondo della scuola è composto nella stragrande maggioranza da donne che preferiscono arrivare al massimo dell’età pensionabile perché trattasi di un tipo di lavoro relativamente comodo (nonostante le difficoltà di scarto generazionale con gli alunni e l’informatizzazione della didattica).

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Tuttavia si prevedeva un massiccio numero di domande che avrebbe permesso un forte ricambio generazionale nel mondo scolastico con nuove assunzioni di docenti precari. L’esperimento della Quota 100 sarà sperimentato per tre anni e vedremo nei prossimi due anni se la tendenza dei docenti sarà quella di presentare domanda ancora con i requisiti della Quota 100, oppure di continuare ad attendere il massimo dell’età pensionabile.

Mario Bocola