Home Archivio storico 1998-2013 Mobilità Perché tanto ritardo a sottoscrivere il contratto integrativo di mobilità 2013/2014?

Perché tanto ritardo a sottoscrivere il contratto integrativo di mobilità 2013/2014?

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  • GUERINI

“Come mai si sta perdendo tanto tempo per la sottoscrizione del contratto integrativo sulla mobilità 2013/2014, dato che l’accordo del nuovo CCNI sulla mobilità era stato firmato il 6 dicembre 2012?”. Alla prima domanda si può dare una risposta di tipo statistico, rilevando i dati delle O.M. sulla mobilità degli anni passati in relazione alla sottoscrizione del contratto.
Da questo dato statistico si ricava che l’ordinanza ministeriale sulla mobilità viene emanata circa 5 giorni dopo la sottoscrizione del contratto integrativo sulla mobilità. Alla seconda domanda, possiamo dare una risposta di carattere burocratico-amministrativo. Bisogna ricordare che, il D:L.vo 165/2001 composto anche degli aggiornamenti post legge n.150/2009, all’art.40/bis prevede, in materia di contrattazione integrativa, il controllo obbligatorio sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivanti dall’applicazione delle norme di legge, con particolare riferimento alle disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori. Tale controllo è effettuato dal collegio dei revisori dei conti, dal collegio sindacale, dagli uffici centrali di bilancio o dagli analoghi organi previsti dai rispettivi ordinamenti.
Nel comma 2 dell’art.40/bis del D.L.vo 165/2001 è spiegato il perché c’è bisogno di tempo per controllare l’accordo firmato tra Miur e sindacati per la mobilità. In questo articolo è scritto: “i contratti integrativi sottoscritti, corredati da una apposita relazione tecnico-finanziaria ed una relazione illustrativa certificate dai competenti organi di controllo previsti dal comma 1, sono trasmessi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, che, entro trenta giorni dalla data di ricevimento, ne accertano, congiuntamente, la compatibilità economico finanziaria, ai sensi del presente articolo e dell’articolo 40, comma 3/quinquies.
Decorso tale termine, che può essere sospeso in caso di richiesta di elementi istruttori, la delegazione di parte pubblica può procedere alla stipula del contratto integrativo. Nel caso in cui il riscontro abbia esito negativo, le parti riprendono le trattative” perdendo ulteriore tempo. In sostanza il tutto è considerabile, visto i continui controlli, i lunghi rinvii delle sottoscrizioni dei contratti integrativi, con il conseguente stress per l’attesa di migliaia di docenti che vorrebbero trasferirsi da una scuola ad un’altra, da un comune ad un altro o addirittura da una provincia ad un’altra, come una vera e propria molestia burocratica. Infatti, mettendosi nei panni di chi deve esercitare il diritto alla mobilità, c’è da dire che, il rimpallo continuo delle responsabilità sui ritardi, ormai continui e ricorrenti, sulla sottoscrizione del contratto di mobilità, tra Funzione pubblica, Ministero dell’economia e finanza, Corte di conti e Miur, è un vero e proprio stillicidio, che genera ansia, timore ed incertezza.
Ricapitolando le ragioni che ogni anno ,generano ritardo e disservizio sulla sottoscrizione contrattuale sulla mobilità, possiamo anche affermare che il contratto verrà sottoscritto, presumibilmente, tra il venerdì 8 e il lunedì 11 marzo 2013, l’ordinanza con i termini sulla mobilità uscirà, sempre presumibilmente, tra il 13 e il 16 marzo, e la scadenza di presentazione della domanda volontaria si andrà a collocare tra l’8 e il 12 aprile 2013. L’acquisizione delle domande d’ufficio e condizionate si prolungherà fino al mese di giugno, con i risultati della mobilità che arriveranno tra la fine di luglio e i primi di agosto. Quindi avvisiamo il personale della scuola che i tempi sulla mobilità, saranno lunghi e tortuosi. Bisogna dire che, le norme di controllo che hanno aggiornato, nel 2010, il D.L.vo 165/2001, sono norme contorte e moleste che anziché snellire le pratiche burocratiche e renderle più agevoli, creano una struttura pantagruelica sulla mobilità che dura nove mesi.