Home I lettori ci scrivono Personale Ata, lavoratori e non zavorra della “Buona Scuola”

Personale Ata, lavoratori e non zavorra della “Buona Scuola”

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  • Credion

Il cittadino ha diritto ad una risposta in una democrazia.  I nostri rappresentanti, una volta eletti, sembra che si dimentichino di avere un mandato. Essi non hanno carta bianca e dovrebbero continuare ad ascoltare i cittadini che parlano attraverso i mezzi di comunicazione o quelli di protesta. 

Questo governo sembra che non abbia la virtù di ascoltare. 
 
Il personale Ata è diventato invisibile e si ha sempre più la sensazione che il governo non lo consideri degno di attenzione, anzi si ha la netta sensazione che lo veda come una zavorra ai “piedi”della Buona Scuola. 
Notizie, spero prive di fondamento, dicono che si vuole continuare a indirizzarsi verso l’esternalizzazione dei servizi generali ed amministrativi della scuola (ddl Puglisi). 
 
I concorsi per titoli, per dirla in breve le graduatorie Ata, garantiscono l’accesso al mondo della scuola senza ricorrere alla classica raccomandazione o conoscenza e limitano forme di nepotismo e/o familismo. 
Inoltre è davvero un risparmio ricorrere alla terziarizzazione dei servizi scolastici?
 
Invisibili nella 107/2015, gli Ata non possono accettare di scomparire nel silenzio e nell’indifferenza, per essere soppiantati da ditte esterne.
 
È giusto e doveroso che la ministra Giannini ci faccia capire il disegno del governo sul personale Ata. 
Non si può pensare ad una scuola senza senza figure intermedie tra docenti e studenti per il suo buon funzionamento. 
Gli Ata possono essere riqualificati e vedere ridefiniti i loro profili professionali, ma non scomparire.