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Piano Educativo Individualizzato, Garante disabilità: attenzione alle criticità del PEI differenziato

Lara La Gatta

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) rappresenta lo strumento cardine per determinare il percorso formativo complessivo dell’alunno con disabilità.

L’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha affrontato la questione nel corso dell’audizione del 20 gennaio presso la Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, ribadendo che la corretta e completa applicazione del PEI è un obiettivo prioritario dell’attività di vigilanza istituzionale.

Integrazione terapeutica e sviluppo delle potenzialità

Un PEI efficace non può essere redatto in isolamento; esso deve necessariamente tenere conto del piano terapeutico dell’alunno. Questa integrazione è fondamentale per assicurare un intervento educativo adeguato allo sviluppo delle potenzialità individuali e per gestire correttamente le problematiche connesse a specifiche condizioni, come i disturbi dello spettro autistico. Il fine ultimo del PEI è garantire che il percorso scolastico risponda ai bisogni complessi del minore nel suo insieme.

Il rischio del “blocco di percorso”

L’Autorità Garante ha evidenziato una criticità significativa riguardante l’adozione del PEI differenziato nelle scuole secondarie di secondo grado. Numerose segnalazioni denunciano che questo strumento viene talvolta applicato troppo precocemente, specialmente nei confronti di studenti con disabilità intellettivo-relazionale o del neurosviluppo.

Le conseguenze di una scelta prematura sono gravi e portano a quello che l’Autorità definisce un “blocco di percorso”:

  • ogni sostegno successivo viene calibrato esclusivamente sul livello differenziato
  • con il passare del tempo, diventa quasi impossibile tornare a un PEI minimo o ordinario
  • questa irreversibilità rischia di condizionare negativamente il futuro scolastico e le prospettive lavorative dell’adolescente.

Per tali ragioni, l’Autorità si impegna a vigilare affinché il PEI rimanga uno strumento dinamico e non un limite predefinito allo sviluppo del minore.

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