“Il caso della dirigente di una scuola di Ferrara che ha scelto di escludere tutti gli studenti e le studentesse che non raggiungono la media del 7 per non superare il monte complessivo di spesa di 140mila euro per le gite scolastiche la dice lunga su quanti problemi si affastellino intorno a questi viaggi. Il Ministro Valditara invece di risolvere i problemi li aggrava con le procedure burocratiche”. Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi Sinistra.
“C’è poi il problema dei prezzi: questi viaggi – prosegue la parlamentare rossoverde della commissione cultura di Montecitorio – sono diventati inaccessibili per tantissimi, pare almeno un terzo, studenti costretti a rinunciare e a sentirsi degli ‘sfigati’ rispetto al resto della classe”.
“In seguito alle pressioni di Avs e al deposito di una nostra proposta di legge che prevede l’istituzione d di un fondo per le famiglie in difficoltà economica nell’anno scolastico 2023/2024, il Ministro Valditara aveva stanziato 50 milioni di euro per le agevolazioni per viaggi di istruzione, ma poi l’anno seguente quei fondi sono scomparsi e c’è stato un corrispondente aumento di 50 milioni del fondo per le scuole paritarie e private. Chiediamo che si torni indietro, come abbiamo già chiesto un paio di settimane fa, che riprenda la discussione sulla nostra proposta di legge in commissione. Noi non accettiamo che una parte degli studenti venga esclusa perché più povera degli altri e nemmeno che sia usato il criterio del voto: il viaggio d’istruzione é parte dell’offerta formativa e quindi – conclude Piccolotti – nessuno può essere escluso da questa attività”. ha concluso Piccolotti.
Cosa succede se per una gita d’istruzione ci sono troppe prenotazioni di studenti e si sfora il numero di partecipanti? Si dà la prelazione a chi ha la media voto da 7 in sù. È quello che si è deciso in un istituto di secondo grado di Ferrara che ha programmato un viaggio a Napoli dal 9 all’11 febbraio. Lo riporta il ‘Corriere della Sera’. Una partecipazione inaspettata, 160 alunni provenienti da dodici classi (terze). Un numero troppo elevato per il budget a disposizione della scuola, secondo la dirigente scolastica.
A quel punto il Consiglio di Istituto si è visto costretto a criteri di selezione per organizzare la partenza. E così si è pensato di suddividere i ragazzi in due gruppi da 80. Il primo, con i più meritevoli dalla media del 7 in su, a febbraio. Il secondo, più avanti, probabilmente a maggio.
Per evitare polemiche che, inevitabilmente si stavano creando, è stato spiegato che il criterio di selezione non verrà usato per escludere qualcuno, ma per effettuare una prima scrematura e comporre i gruppi in modo equilibrato. Dunque nessuna esclusione, rassicura la dirigente scolastica che ha anche specificato che l’unica possibilità per non sforare il budget (di 140mila euro per ogni esercizio finanziario) fosse questa.