Pino Turi (Uil): “Il ministro ci ascolti, altrimenti andremo in tribunale” – VIDEO INTERVISTA

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“Chiediamo al Ministro Bianchi  di convocare le parti. Se non lo farà saremo costretti a rivolgerci ad un giudice terzo in tribunale”. Così Pino Turi, segretario Uil Scuola ai nostri microfoni a propositi della mobilità dei docenti.

Mobilità

“I contratti servono per dare regole certe, cioè assegnare diritti e doveri. Questo è un non contratto. Questa è una maionese impazzita tra vincoli di legge e vincoli burocratici. I veri contratti si basano sulla chiarezza delle posizioni. Noi abbiamo inviato al Ministro una diffida per comportamento antisindacale, perché quello è un contratto illegittimo”. 

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Rinnovo del contratto

“Abbiamo avuto con il Ministro degli incontri per una panoramica sulle linee guida per il rinnovo del contratto. Chiediamo insistemente al Ministro di incontrarci e di rimettere insieme i cocci ed evitare di andare in tribunale”.

100 euro in busta paga

Andrebbero ripresi alcuni elementi di finanziamento che mancano. Oggi ci sono 2,4mld che corrispondono a circa 100euro. Se non ci sono altre risorse, la cifra resta quella. Tuttavia, visto il momento storico che viviamo, ci sembra improbabile ricominciare a trattare la parte economica e normativa con un vuoto di tre anni. Quindi proporrò di riaprire il confronto sulla parte economica”.

Nuove assunzioni

“Noi riteniamo i concorsi siano un fallimento. Siamo a 300mila precari. Un sistema che si regge su questi numeri non è stabile. Il bisogno di copertura delle classi c’è, ma va rivisto il reclutamento, previsto anche nel Pnrr. I concorsi non seguono i tempi della scuola e rimangono inattuati. Il sistema va cambiato. Non a caso in passato esistevano due canali di reclutamento, uno immediato e uno mediato dai concorsi”.

Figura della Rsu

“Il sindacato è un elemento di stabilità non soltanto per i diritti dei lavoratori, ma per il sistema in generale. La contrattazione è il sistema più moderno e flessibile per adattare la situazione agli elementi concreti. Una legge rigida non riesce a rispondere alle esigenze del momento e la scuola è un organismo vivo. La contrattazione è lo strumento per rendere la scuola un abito su misura, con norme specifiche. E la Rsu deve fare questo, partendo da norme generiche, arrivare a quelle specifiche”.