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Aggiornato il 20.11.2025
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Pippo Franco, gli inizi al liceo artistico con Guttuso professore: “Lì ho capito la mia vocazione”

I primi passi nel mondo dell’arte? “Dopo che mia madre Wanda mi ha iscritto al liceo artistico“. A parlare è l’attore Pippo Franco, storico esponente della compagnia del Bagaglino, che in una lunga intervista a la Repubblica ha raccontato i suoi esordi artistici. A sorpresa non come comico o presentatore, ma come pittore. “Tra gli insegnanti c’era anche Guttuso, ho capito qual era la mia vocazione”, ha spiegato al quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

Quei quadri per pagare l’affitto

Una familiarità con i pennelli che sarà importante di lì a poco, quando il giovane Pippo inizia a mantenersi. “Ho cominciato con la pittura”, rivela. “Vendevo quadri che mi hanno permesso di pagarmi l’affitto e comprare la prima auto. Ho fatto anche il disegnatore di fumetti, tra cui alcuni Mandrake [noto personaggio dei comics, ndr]. In Francia hanno avuto una certa notorietà. Nel frattempo ho iniziato a suonare con il mio complesso, i Pinguini”.

La lunga gavetta nei locali notturni

Da lì al palcoscenico il passo sarà breve. “Mi esibivo in alcuni locali notturni di Roma, erano più o meno delle cantine, dove dopo tanta fatica ho iniziato a riscuotere un po’ di consenso. Il primo, lungo e inaspettato, applauso me lo ricordo ancora. Peccato che poi avevo finito il repertorio”. L’approdo sul piccolo schermo è soltanto questione di tempo. “Poi è arrivato l’esordio televisivo sul Programma nazionale, quello che poi sarebbe diventato Rai Uno“.

L’exploit con il gruppo del Bagaglino

Il successo vero, però, arriva di lì a poco con il citato Bagaglino. “Tra Rai e Mediaset siamo andati in onda per 23 anni di seguito con 13-14 milioni di telespettatori. Un successo incredibile”, rivendica Pippo Franco. “Con qualche accusa per l’eccessiva leggerezza dei programmi. “Ci definivano qualunquisti, che era un po’ un modo per metterci in serie B. Insomma, ci accusavano di non prendere posizione. Ma è una critica che non mi ha mai toccato”.

Il senso dell’umorismo di Andreotti

L’attore si concede anche un amarcord sugli ospiti illustri delle sue trasmissioni. In particolare, l’ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti. “Con lui avevo un bellissimo rapporto, forse perché ci accomunava lo stesso senso dell’ironia. Pensi che una volta è venuto in trasmissione e si è rifiutato di avere le domande prima. ‘Non le voglio sapere, improvvisiamo e divertiamoci’, mi disse. Poi l’imitazione che faceva Lionello [l’attore Oreste, ndr] è indimenticabile”.

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