Home Alunni Poveri giovani, nella Legge di Bilancio saltano all’ultimo 3.500 borse di studio:...

Poveri giovani, nella Legge di Bilancio saltano all’ultimo 3.500 borse di studio: Fedeli chiarisca

CONDIVIDI

Gli studenti universitari si sentono poco considerati. E i governi che si succedono non fanno molto per risollevarli.

Anche il Governo Gentiloni sembra essere caduto in questa tendenza. Perché dopo il via libera della Commissione bilancio del Senato, si dava per scontata l’approvazione di un emendamento che portava il cosiddetto FIS, il Fondo integrativo statale, per le borse di FIS a 30 milioni di euro a partire dal 2018,

Però qualcosa è andato storto. Perché l’Udu, l’Unione degli universitari, sostiene che negli atti pubblicati il 5 dicembre “sui siti di Camera e Senato, si vede invece come il maxi-emendamento votato il 30 novembre riduca l’incremento da 30 a 20 milioni. Uno scippo a regola d’arte!”.

In mezzo alla notizia

Marchetti (Udu): tagliati pure i finanziamenti alle università

Secondo Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’UDU, “la Commissione Bilancio del Senato aveva approvato utilizzando risorse provenienti principalmente dai capitoli delle superborse e delle cosiddette Cattedre Natta”, ma “con un colpo di bacchetta del Governo, siano passati da 30 a 20, eliminando proprio il prelievo dalle “Cattedre Natta” dal 2020 in poi”.

Prosegue la coordinatrice dell’Udu: “Fa specie che i fondi per le borse di studio vengano tagliati dal Governo nel maxiemendamento, mentre rimangono intatti vari emendamenti che stanziano fondi per istituti privati di vario genere per cui dal 2018 al 2020 verranno spesi oltre 2 milioni l’anno e 1 milione e 500mila euro a regime. Intatti sono anche i finanziamenti ad hoc a due università statali per l’anniversario di secolo (un milione di euro a testa, che avverrà in anni diversi dall’anno di assegnazione delle risorse).

Gli studenti chiedono spiegazioni alla Fedeli

“Questo scippo a danno degli studenti – conclude Marchetti – è un atto molto grave politicamente e profondamente scorretto a livello istituzionale, considerato che quell’emendamento (57.6) era già stato riformulato proprio dal Governo stesso (nella seduta mattutina della Commissione del 28 novembre) al fine di specificare meglio le coperture finanziarie”.

“È inaccettabile” e per questo “pretendiamo che la Ministra Fedeli ci incontri con urgenza e prenda di persona l’impegno non solo a reintegrare quanto sottratto con l’emendamento del Governo ma anche ad aumentare ulteriormente il fondo. Le risorse si possono trovare, ce l’hanno già dimostrato: basta volerlo!”.