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Precariato, il primo vero problema per il Governo

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Quella del precariato potrebbe diventare nei prossimi giorni il vero (e più pesante) elemento di disaccordo fra Ministro e Sindacati. 
Ed è probabile che se non ci saranno segnali di autentica discontinuità con il passato il disaccordo potrebbe trasformarsi rapidamente in scontro.
Le avvisaglie già ci sono.
Intanto per l’8 luglio Cgil ha indetto una assemblea nazionale assemblea a Roma per sviluppare e approfondire i contenuti di una piattaforma complessiva di lotta contro la precarietà. 
“Questa assemblea – spiega Cgil-Flc – avvierà un percorso di mobilitazione che sfocerà tra la fine di ottobre e i primi di novembre in una grande manifestazione nazionale a Roma”.
Intanto, stando alle indiscrezioni provenienti dal “palazzo”, pare che fra i Ministri Fioroni e Padoa Schioppa non sia proprio tutto rose e fiori: mentre il Ministro dell’Economia ha già fatto intendere che per il 2006 non si può andare in nessun caso al di là del tetto di assunzioni già previsto dalla Moratti (20mila docenti e 3.500 ATA), il titolare dell’Istruzione rivendica la necessità che si superi questo limite anche solo di qualche migliaio in modo da dimostrare ai sindacati che l’inversione di tendenza c’è davvero.
Ma finora un accordo, seppure parziale, non è stato ancora trovato.
Il problema è che le nuove assunzioni non hanno di per sé nessun costo, in quanto fra lo stipendio iniziale di un docente di ruolo e lo stipendio di un supplente annuale non c’è differenza sostanziale. 
Proprio “giocando” su questo punto già nei mesi scorsi la Gilda, con un articolato e ricco dossier, aveva dimostrato che assumere i 60mila precari necessari per coprire almeno i posti vacanti non ha alcun costo per le casse dello Stato.
Dall’Economia però spiegano che gli effetti di trascinamento sarebbero pesanti, in quanto le ricostruzioni di carriera del personale immesso in ruolo costerebbero parecchio.
Ed è per questo che lo Snals ha già lanciato la proposta di rinviare di un paio d’anni le ricostruzioni di carriera dei precari in cambio della garanzia che i posti vacanti vengano tutti coperti. Ma Francesco Scrima, segretario nazionale di CislScuola, fa  sapere che non se ne parla neppure (d’altronde c’è anche il sospetto che un provvedimento del genere possa essere bloccato dalla Corte dei Conti).
La Gilda, per parte sua, conferma le proprie richiesta ma dichiara: “Se, per motivi finanziari, non fosse possibile procedere all’assunzione su tutti i 62.046 posti disponibili, la Gilda degli Insegnanti  si rivolge al Governo affinché mandi un segnale di svolta che possa essere un buon viatico nel percorso di stabilizzazione del precariato docente”, affermazione che suona peraltro un po’ strana, dal momento che la stessa Gilda sostiene che è impossibile che le nuove assunzioni abbiano un costo. 
Sulla questione è intervenuto oggi anche il Presidente della Commissione Istruzione della Camera Pietro Folena che in una lettera indirizzata proprio ai docenti precari li rassicura che il problema gli è ben noto e che ci sta lavorando seriamente.
Il 29 giugno. preannuncia Folena, la Commssione ascolterà il Ministro Fioroni che presenterà dati e proposte operative.