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Presidio permanente inidonei e quota 96, senza se e senza ma

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Tutti insieme attendono delle risposte concrete e definitive dal prossimo decreto sulla scuola che dovrà essere approvato proprio il 9 settembre in coincidenza del prossimo Consiglio dei Ministri. Questo presidio permanente ha il sapore dell’ultima spiaggia, non si vuole nemmeno pensare a rinviare decisioni così importanti e delicate. Soprattutto per il personale docente inidoneo e per i quota 96, si tratta di un presidio permanente, in cui si rivendicano diritti assoluti e non privilegi di categoria, per questo motivo si attende, senza se e senza ma, la soluzione definitiva a problematiche che non sarebbero mai dovute sorgere. 
Il ministro Maria Chiara Carrozza ha voluto rassicurare, decidendo di incontrare personalmente una delegazione di coloro che stanno presidiando permanentemente palazzo Montecitorio, garantendo peraltro la soluzione incrociata del gravoso problema del personale inidoneo all’insegnamento e del personale precario ata. Quindi sembrerebbe confermato, se le parole hanno un senso, l’interesse dell’amministrazione a cancellare definitivamente la vergognosa norma sugli inidonei sin dal prossimo Consiglio dei Ministri del 9 settembre, anche se non si nasconde la difficoltà nel reperimento delle risorse economiche. 
Proprio la mancanza di risorse economiche potrebbe rappresentare il tallone di Achille per la risoluzione di un’altra norma restrittiva, che ha ingabbiato nella morsa della riforma Fornero coloro che nel 2012 rientrava nella fatidica quota 96. É probabile che i “classe 1952” che avevano raggiunto quota 96 nell’anno della riforma delle pensioni, siano destinati a tribolare ancora prima di avere riconosciuto il diritto di potere andare in pensione con le vecchie regole. Adesso dobbiamo attendere il Consiglio dei ministri per vedere il decreto legge sulla scuola per comprendere se almeno il grave problema dei docenti inidonei all’insegnamento è stato risolto definitivamente.