Ieri, 8 marzo, si è celebrata la Festa della Donna. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sui suoi canali social, ha scritto un messaggio importante: “L’8 marzo richiama tutti a una responsabilità che non vale un solo giorno, ma ogni giorno: continuare a costruire un’Italia nella quale nessuna donna debba scegliere tra libertà, lavoro, famiglia e realizzazione personale”.
Proprio alla premier si è rivolta una donna, che sta avendo proprio dei problemi lavorativi. Si tratta, come riporta Open, di una docente di lettere a tempo determinato in una scuola media di Alessandria. Nel 2025, incinta con una gravidanza a rischio, ha affrontato il concorso Pnrr2 e lo ha vinto. Ma le manca il percorso abilitante obbligatorio. Ha chiesto di posticiparlo. “La normativa vigente non prevede la possibilità da lei richiesta”, le hanno risposto.
Da qui la lettera aperta alla Meloni e ai ministri dell’ Istruzione del Merito Giuseppe Valditara e dell’Università, Anna Maria Bernini. “Non chiedo privilegi, né mi interessano le mimose o gli auguri in questa Giornata. Chiedo soltanto che vengano riconosciuti i miei diritti di madre e quelli di mio figlio, in quanto tale. Se non mi abilito, non potrò ottenere il ruolo a tempo indeterminato. Ma se non mi prendo cura di mio figlio, chi lo farà al mio posto? In Italia, uno dei Paesi con il tasso più basso di natalità in Europa, questa è la mia storia. Che è quella di altre. Spero che lei e i suoi ministri vogliate ascoltare e accogliere la mia voce: non si possono pretendere insegnanti eccellenti se prima non si sostengono adeguatamente i genitori, che sono i primi educatori e il pilastro fondamentale della crescita dei bambini, che rappresentano il futuro di questo Paese”.
“Oggi vincere un concorso non basta: per insegnare bisogna abilitarsi e farlo a proprie spese, circa 2.500 euro. Il percorso abilitante nel mio caso prevede 276 ore obbligatorie di formazione, da completare in pochi mesi. Questi mesi coincidono esattamente con i primi mesi di vita di mio figlio. Che non è svezzato. Non frequenta il nido. È allattato esclusivamente al seno. Per questo ho chiesto solo una cosa: rimandare il corso abilitante e congelare temporaneamente la mia carriera”, conclude la docente.
Il ministro Valditara ha replicato: “In occasione dei due precedenti concorsi del Pnrr, tra 2023 e 2024 i capi dipartimento dei ministeri avevano dato disposizioni alle università e agli Uffici scolastici regionali di accettare le iscrizioni ai percorsi di abilitazione all’insegnamento con la possibilità di posticipare la frequenza all’anno successivo in caso di maternità e in tutti gli altri casi di impossibilità a partecipare ai corsi, come ad esempio la presenza di un figlio di pochi mesi”.
“Ci tengo a rassicurare la professoressa di Alessandria. Nella giornata di lunedì la direttrice del dipartimento Carmela Palumbo prenderà contatti con l’Ufficio scolastico del Piemonte per ribadire questa indicazione, che è tuttora valida, e dare disposizioni conseguenti. La professoressa non ha dunque motivo di preoccuparsi: la sua carriera non subirà contraccolpi”.