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Prof “presa a sputi”: aggressione antisemita?

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Alessandra Veronese, professoressa associata presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, ha presentato denuncia alla polizia.

Prove di antisemitismo?

La prof, riferisce Adnkronos, ha raccontato che martedì scorso si è fermata davanti alla libreria Feltrinelli di largo Argentina aspettando una persona. “Un tizio, con croce uncinata sul braccio, mi si avvicina e mi sputa in faccia- ha scritto Veronese – Io sono rimasta così allibita che non ho neppure reagito. Ho poi capito cha probabilmente lo ha fatto perché avevo una borsa di tela del corso di yiddish fatto a Tel Aviv. Prove di antisemitismo. Che schifo”.

I commenti

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali ha commentato i fatti, riportati questa mattina dal quotidiano ‘Il Tirreno’, con questa dichiarazione: “Gli sputi rivolti ad una docente universitaria pisana per le vie di Roma da un uomo (con una svastica tatuata su un braccio) solo perché ritenuta ebrea per la borsa con le scritte yiddish ci dice in che periodo terribile stiamo vivendo. E quanto sia necessario reagire con determinazione ai rigurgiti dei fantasmi del passato”. “Nell’esprimere la solidarietà alla docente colpita – prosegue il leader di Si, di origine pisana – mi auguro che quest’idiota con la svastica sul braccio e niente nel cervello sia al più presto identificato dalle forze dell’ordine, e messo nella condizione di non nuocere”. “L’impegno per contrastare i messaggi e le forme più diverse di fascismo, razzismo, xenofobia non deve assolutamente cessare. Il Giorno della Memoria in questo Paese – conclude Fratoianni – deve durare 365 giorni all’anno, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, senza dare tregua ai nuovi e vecchi fascismi”.

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