Secondo lo huffingtonpost.it ci sono tutte le condizioni perché il mondo della scuola punisca seriamente il Pd alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Il primo motivo sarebbe legato al contratto, fermo da 10 anni, con annesse retribuzioni che fra l’altro sono al di sotto della media europea. Fra l’altro la politica dei bonus è sembrata, non un riconoscimento dei diritti ma elargizione di favori.
Parallelamente la cosiddetta legge sulla “buona scuola” è sembrato un ossimoro, che ha disegnato una scuola gerarchica e autoritaria, mentre non è stato smantellato il precariato: un mondo- scrive huffingtonpost.it- nel quale si sono consumati i peggiori esperimenti di guerra tra poveri, tra ultimi e penultimi.
Anche la proposta dell’alternanza scuola lavoro per il giornale sarebbe stato un flop, senza nessun vincolo di pertinenza col percorso formativo dei ragazzi né garanzia di sicurezza e qualità della formazione resa dai soggetti ospitanti. Troppe dimenticanze per non far pensare che l’idea fosse esplicitamente quella di un percorso di addestramento per i ragazzi al lavoro purchessia, anche gratuito.
C’è stato inoltre un movimento che ha attraversato il paese: quello contro la “buona scuola”. Trasversalità sindacale, uno sciopero con oltre l’80% di adesione e manifestazioni spontanee che per qualche mese, nella primavera del 2015, hanno attraversato le città.
A tutto questo si sono aggiunte voci autorevoli di critica radicale a quella legge.
Ma se il mondo della scuola, sulla base di questa analisi, punirà il Pd, a chi andranno i suoi favori?
Ecco questa, secondo huffingtonpost.it, è una grande incognita.
A nostro avviso, appare difficile che si rivolga alla destra (già sperimentata e troppo piegata sulle scuole paritarie e i voucher), mentre nulla toglierebbe uno spostamento verso l’altra sinistra di Liberi e Uguali, ma anche su questo fronte, per il giornale, nulla è datato per scontato.