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Pronto ddl sul voto in condotta. Ma gli studenti annunciano opposizione

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Si potrà essere in sintonia o meno con le idee che il nuovo Ministro del Miur, Mariastella Gelmini, sta cercando di attuare. Ma su una cosa ha messo tutti d’accordo: l’estrema velocità con cui le sta realizzando. L’ultimo esempio? La ferma volontà di riportare il voto di condotta in pagella.

 
Appena due settimane fa il responsabile del dicastero di viale Trastevere aveva fatto sapere che assieme ai suoi tecnici stava “ragionando sull’ipotesi di legare la promozione anche alla condotta. Trovo incomprensibile – ha detto Gelmini intervistata da “Il Messaggero” – che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi: in qualche modo anche la condotta ha la sua valenza, è importante conoscere l’italiano o la matematica ma anche il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione”.

Ora il Ministro fa sapere, attraverso un altro quotidiano (“Avvenire”), stavolta meno super partes e di ispirazione decisamente cattolica, che il disegno di legge sul voto in condotta è ormai praticamente pronto e “forse già venerdì prossimo” (quindi il 1 agosto) potrebbe presentarlo al Governo.
“Il giudizio sui ragazzi deve contemplare certamente l’andamento nelle materie tradizionali – spiega Gelmini – ma anche consentire agli insegnanti un giudizio sul comportamento”. Secondo il Ministro quello della condotta potrebbe anche essere un ottimo deterrente per tutti quei giovani che si lasciano sempre più facilmente attrarre (a volte solo per spirito imitativo o non essere rifiutati dal gruppo) da bravate o situazioni di violenza gratuita soprattutto nei confronti dei compagni più deboli. “Continuiamo a parlare di disagio giovanile, di bullismo, – ha sottolineato il responsabile dell’Istruzione italiana – ma poi non diamo in mano strumenti ai docenti per intervenire sull’ordine e la disciplina”.
La linea di rigore intrapresa dal Ministro non sembra tuttavia trovare d’accordo i diretti interessati d’accordo: per l’Unione degli studenti, vicino alla sinistra giovanile, Gelmini “ha commesso una leggerezza che dimostra la sua poca conoscenza del mondo della scuola e dei diritti degli studenti”. L’Uds sembrerebbe pronta anche ad intraprendere una battaglia legale, impugnando il disegno di legge, per non tornare indietro nel tempo. Roberto Iovino, coordinatore del sindacato studentesco, ha sottolineato che “il voto di condotta ai fini della bocciatura è stato abolito con l’istituzione dello statuto dei diritti degli studenti, una grande conquista del movimento studentesco e della democrazia nelle scuole”.
Il riferimento dell’Uds, che fa capo alla sinistra giovanile, è allo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, (art. 4 del Dpr 249/98) nel quale si fa esplicito riferimento al fatto che “nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto”.
Per gli studenti mettere in discussione questa norma rappresenterebbe un “tornare ai vecchi decreti regi, istituiti sotto la disciplina fascista. Ci sembra un ritorno al passato – sottolinea Iovino – che già il ministro Moratti aveva provato a mettere in atto, senza successo”. Qualora l’attuale responsabile dell’istruzione dovesse invece procedere verso l’annullamento di questo articolo gli studenti annunciano che non staranno a guardare: “non solo per difendere i diritti sanciti – continua l’esponente Uds – ma soprattutto per il rispetto degli stessi: oggi migliaia di scuole non distribuiscono il testo dello statuto violando la legge, per questo chiediamo al Ministero delle risposte su questa illegalità diffusa, nella speranza che anche i diritti degli studenti vengano davvero rispettati”.

Icotea