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Pronto un blocco contrattuale fino al 2019?

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  • Credion

“Mala tempora currunt sed peiora parantur”, dicevano i saggi latini.
É proprio così, corrono tempi cattivi ma se ne preparano di peggiori, infatti se nella legge di stabilità per l’anno 2015 è previsto il blocco del contratto per un ulteriore anno ed anche il blocco triennale della vacanza contrattuale, pare che sia già pronto un provvedimento ancora peggiore per tutto il pubblico impiego.
A leggere bene l’art.21 della prossima legge di stabilità, che modifica l’art.9 comma 17 del decreto legge 78/2010, si prevede il rinvio di un anno del pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale, previsto a legislazione vigente a decorrere dal 2018, con riferimento al triennio contrattuale 2018-2020.
Quale motivo c’è di bloccare, oltre il contratto del pubblico impiego, e quindi anche della scuola, pure l’incremento della vacanza contrattuale fino al 2020? A pensarci bene il motivo di questa operazione potrebbe essere l’intenzione di prorogare ancora, già con la legge di stabilità 2016, il blocco del contratto sine die.
Esiste infatti una bozza di documento, che attesta la volontà di bloccare i contratti pubblici, compreso quello della scuola, fino al 2019. Se fosse realizzato un blocco contrattuale di questo tipo, per la scuola si tratterebbe di rinnovare il contratto dopo 10 anni dalla scadenza dell’attuale. Altro che vacanza contrattuale, a questo punto si potrebbe parlare, senza ombra di dubbio, di nullità e privazione contrattuale.
E poi non era il 2014 l’anno che il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, aveva indicato come quello dell’rinnovo contrattuale? Il silenzio assordante del responsabile del Miur sul tema rinnovo del contratto scuola, la dice lunga sul fatto che gli insegnanti dovranno aspettare ancora tanto tempo prima di vedere un nuovo contratto. Speriamo che il ministro Giannini smentisca voci e indiscrezioni garantendo invece l’apertura di una stagione contrattuale capace di restituire serenità e dignità professionale al personale della scuola.
Se fosse vera l’intenzione, da parte del governo, di bloccare il contratto della scuola fino al 2019, non si comprenderebbe con quale coraggio si possa attuare un piano scuola, che oltre tutto aumenta i carichi di lavoro degli insegnanti.
Se tutto questo fosse vero oltre il danno del blocco reiterato del contratto si aggiungerebbe anche la beffa dell’approvazione di una legge, che peggiorerebbe, e non di poco, le condizioni di lavoro dei docenti e del personale scolastico.
“Mala tempora currunt sed peiora parantur”.