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Pronunce del Cnpi su handicap e problematiche interculturali

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Facendo riferimento all’Adunanza del 19 dicembre 2005, la Segreteria del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, il giorno successivo ha indirizzato al Ministro la nota prot. n. 11889, avente per oggetto “Pronuncia di propria iniziativa su modalità e criteri per individuazione dell’alunno come soggetto portatore di handicap, ai sensi dell’art. 35 della Legge 289/2002”.
Occorre fare un (lungo) passo indietro: il 29 luglio del 2003 il Ministero dell’Istruzione ha elaborato una bozza di un Regolamento, presentata al Consiglio dei Ministri, con cui vengono recepite le indicazioni dell’Oms sull’accertamento dell’handicap. Il testo si compone di cinque articoli relativi alle finalità, alle modalità e ai criteri di accertamento, all’attivazione delle forme di integrazione e di sostegno, alla situazione di handicap di particolare gravità con conseguente autorizzazione al funzionamento di posti di sostegno in deroga nonché alla ridefinizione delle procedure d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni.
Sono trascorsi più di due anni e mezzo ed ancora il decreto non è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo, sono stati acquisiti i pareri della Conferenza Stato-Regioni, delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato.
Il Cnpi, nell’Adunanza del 19 dicembre scorso, prima di entrare nel merito, preliminarmente rileva che non è stato direttamente coinvolto per l’espressione di un parere sul provvedimento normativo in questione, “atto che ha determinato la volontà di esercitare l’autonoma iniziativa di pronuncia considerato che la materia ha ricadute oggettive sull’offerta educativa e formativa e sulla gestione e formazione del personale della scuola”.
Con apposito allegato alla pronuncia, il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione fa sinteticamente il punto sull’attuale procedura certificativa dello stato di persona portatrice di handicap, offrendo nel contempo la possibilità di consultare la normativa essenziale di riferimento. Il Cnpi, peraltro, evidenzia come “sino al perfezionamento del D.P.C.M. concernente Regolamento recante modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap, ai sensi dell’articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, che modifica l’attuale sistema di certificazione dell’handicap a fini scolastici, rimane in vigore la disciplina fissata dall’Atto di Indirizzo del 1994 (D.P.R. 24 febbraio 1994).
 
Con altra nota di pari data, prot. n. 11890, il Cnpi trasmette al Ministro dell’Istruzione il testo della pronuncia su “Problematiche interculturali” espressa sempre nell’Adunanza del 19 dicembre scorso.
Nelle premesse di quest’altra pronuncia, il Cnpi, richiama l’impegno progettuale e l’azione educativa della scuola nel promuovere il dialogo interculturale ed evidenzia che “intende sollecitare una nuova riflessione di fronte a problemi di più ampia portata, che attraversano il nostro tempo, e che mettono in difficoltà lo stesso modo di pensare e di organizzare la vita a scuola. Non è tempo di distinguo, ma è pur vero che la multiculturalità è il dato di realtà in cui oggi viviamo. Parlare invece di progettualità o di pedagogia interculturale significa garantire una rinnovata attenzione al processo di confronto, di scambio, di cambiamento reciproco”.
“In estrema sintesi – si legge ancora nel documento – l’educazione interculturale ci conduce a concentrarci sul compito che la scuola ha comunque, e a maggior ragione in presenza di studenti immigrati. Le tesi educative della pedagogia interculturale si trasferiscono nei contesti specifici e impongono di praticare strategie diverse in rapporto ai mondi che le culture d’origine degli studenti rappresentano, delle loro ‘storie’, a seconda dell’età e del momento dell’anno scolastico in cui avviene l’inserimento nella scuola”.
Al termine della pronuncia, il Cnpi sottolinea come “pur essendo stato fatto molto, ancora molto resta da fare sulle problematiche interculturali. Indirizzare le azioni formative nella direzione di una società più equa e solidale, capace di garantire l’estensione dei diritti, è compito di tutti. La scuola non può e non vuole rinunciare a svolgere questo compito fondamentale”.
 
Negli approfondimenti sono pubblicate le note del 20 dicembre 2005, che riportano le due pronunce del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione.
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