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Protesta anti occupazione: voglia di tornare fra i banchi

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A tal proposito nel web si possono leggere commenti del tipo. “Bravi ragazzi! Avete veramente dimostrare di pensare con la vostra testa: non con quella di alcuni vostri genitori, nostalgici dei tempi della Pantera o del ’68; ne di quella di altrettanti “docenti”, vogliosi solo di fare una bella vacanza. State a scuola, imparate più che potete, apprezzate e stimolate i docenti che ancora ci credono. Diventate cittadini consapevoli. Solo così potrete fare le vere battaglie, quelle che si combattono tutti i giorni con il duro lavoro e il senso civico che parte dai piccoli gesti prima che da insensati gesti clamorosi come l’occupazione.”

Si ricorda che a proposito delle occupazioni studentesche nelle scuole con sentenza del 30 marzo 2000 la II sezione della Corte di cassazione è intervenuta sul punto statuendo che: “ Non è applicabile l’art. 633 alle occupazioni studentesche perché tale norma ha lo scopo di punire solo l’arbitraria invasione di edifici e non qualsiasi occupazione illegittima. L’edificio scolastico, inoltre, pur appartenendo allo Stato, non costituisce una realtà estranea agli studenti, che non sono dei semplici frequentatori, ma soggetti attivi della comunità scolastica e pertanto non si ritiene che sia configurato un loro limitato diritto di accesso all’edificio scolastico nelle sole ore in cui è prevista l’attività scolastica in senso stretto.” 

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