Diari di classe, quaderni, materiali didattici, ricerche, strumenti realizzati dagli alunni e documenti sull’aggiornamento degli insegnanti. È un patrimonio prezioso per ricostruire la storia della scuola italiana e delle sue trasformazioni quello custodito nel nuovo Fondo Gioacchino Maviglia, entrato nell’aprile 2026 nelle Raccolte Storiche della sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il fondo, proveniente da Cassano d’Adda (Milano), arricchisce l’Archivio per la Storia dell’Educazione in Italia (ASE) e raccoglie la documentazione prodotta nel corso dell’esperienza professionale di Maviglia, maestro elementare che ha lasciato un segno significativo nel panorama pedagogico italiano del secondo Novecento.
A donare il materiale all’Ateneo sono stati i familiari, attraverso un atto di deposito sottoscritto dalla moglie Miranda Laboni e da Claudia Comotti, collega di Maviglia, che ha curato con attenzione il riordino e la conservazione dei documenti.
Il patrimonio comprende materiale a stampa, diari e giornali di classe, brogliacci, quaderni operativi, ricerche monografiche, DVD, ciclostilati autoprodotti, appunti destinati alla formazione e all’aggiornamento degli insegnanti e opuscoli realizzati insieme ai bambini. A questi si aggiungono una piccola biblioteca e una raccolta particolarmente interessante di strumenti didattici e «giocattoli scientifici» costruiti dagli stessi alunni.
Una documentazione che permette di entrare nel vivo della quotidianità scolastica e di conoscere da vicino metodi, sperimentazioni e percorsi educativi sviluppati da Maviglia. La consultazione del fondo rappresenta quindi un’importante opportunità per studiosi e ricercatori interessati alla storia della scuola elementare, in particolare tra gli anni Sessanta e Settanta, un periodo di profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno coinvolto anche il sistema educativo.
Nato ad Africo Vecchio, in provincia di Reggio Calabria, nel 1936, e scomparso a Cassano d’Adda nel 2023, Gioacchino Maviglia ha legato gran parte della propria vita professionale alla scuola elementare di Groppello, frazione di Cassano d’Adda, dove ha insegnato dal 1969 al 1996.
Qui ha avviato la sperimentazione del tempo pieno a partire dall’anno scolastico 1974-1975, contribuendo a costruire un modello educativo innovativo. Negli anni Settanta ha inoltre fondato e coordinato nel Milanese il GAP, Gruppo di autoaggiornamento permanente, nato con l’obiettivo di sostenere la formazione dei giovani insegnanti e prepararli alla gestione della scuola a tempo pieno.
Alla base del suo approccio pedagogico c’era una visione dell’apprendimento che riconosceva al bambino un ruolo attivo nel proprio percorso formativo. Maviglia considerava fondamentali le aspettative, la libertà espressiva e le capacità di ciascun alunno, ripensando i processi di insegnamento per rendere la scuola un luogo di partecipazione, ricerca e scoperta.
Un passaggio importante nella formazione di Maviglia è stato l’incontro con Mario Lodi, pedagogista e scrittore, conosciuto nel 1964 durante un corso di aggiornamento organizzato dal Movimento di cooperazione educativa (MCE).
Dalla collaborazione tra i due maestri è nata l’idea della Casa delle Arti e del Gioco, costituita nel 1989 a Piadena Drizzona, in provincia di Cremona. Maviglia ne è stato socio fondatore, amministratore, formatore e componente del Comitato scientifico, contribuendo allo sviluppo di un’esperienza dedicata alla creatività, alla sperimentazione e alla ricerca educativa.
La portata innovativa del suo lavoro ha attirato l’attenzione anche oltre i confini italiani. Nel 1993 una troupe della televisione giapponese ha raggiunto la scuola di Groppello per documentare le lezioni di Maviglia e dei suoi collaboratori, interessata a conoscere direttamente i metodi didattici sperimentati in quella realtà.
Con l’ingresso del fondo nelle Raccolte Storiche dell’Università Cattolica, questa esperienza pedagogica diventa oggi una risorsa a disposizione della ricerca. I documenti conservati permetteranno di approfondire il percorso di un maestro che ha contribuito a rinnovare la scuola italiana, offrendo nuove prospettive di studio sulla didattica, sulla formazione degli insegnanti e sul ruolo dei bambini nei processi di apprendimento.