Una versione digitale stampabile dei libri di testo scolastici e universitari, venduta a un prezzo inferiore di almeno il 50% rispetto alla corrispondente edizione cartacea. È questa la novità contenuta nell’articolo 105 del disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e ora all’esame parlamentare.
La proposta introduce per gli editori l’obbligo di mettere a disposizione una versione digitale che l’acquirente possa anche stampare integralmente. Una possibilità diversa da quella oggi offerta da molti libri digitali, la cui consultazione avviene attraverso applicazioni o piattaforme dedicate, con significative limitazioni alla stampa.
La disposizione modifica l’articolo 15 del decreto-legge 112/2008, che già disciplina i libri scolastici nelle versioni cartacea, digitale e mista, inserendo alcuni nuovi commi all’articolo 2.
Il nuovo comma 2-quinquies prevede così che la licenza d’uso comprenda il diritto dell’acquirente o dello studente beneficiario di realizzare, a proprie spese, «un’unica copia cartacea completa dell’opera». Sarà quindi possibile stampare l’intero libro andando oltre al limite di riproduzione previsto dalla legge sul diritto d’autore (tetto fissato attualmente al 15%). La stampa potrà essere effettuata personalmente oppure affidata a un servizio professionale, come una copisteria.
Il testo vieta però di realizzare ulteriori copie, così come di cedere, vendere, diffondere o condividere il file digitale e la copia cartacea ottenuta.
La proposta contiene anche una disposizione destinata a incidere direttamente sulle scelte delle scuole. Il nuovo comma 2-septies stabilisce infatti che “i libri di testo non conformi alle disposizioni non possono costituire oggetto di nuova adozione da parte delle istituzioni scolastiche”. Gli editori dovranno quindi adeguare la propria offerta, mettendo a disposizione la versione digitale stampabile alle condizioni economiche previste e le scuole saranno chiamate, per poter adottare nuovi testi, a verificare che questi siano effettivamente forniti anche in digitale a metà del prezzo di copertina.
La decorrenza è uno degli aspetti da chiarire, perché la disposizione non diventerebbe automaticamente operativa con l’approvazione della legge di Bilancio.
Il comma 2 dell’articolo 105 prevede infatti che, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della norma, un decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, adottato di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca, definisca le caratteristiche tecniche dei file, le modalità per garantire la realizzazione di una sola copia, le procedure in caso di problemi di stampa e le verifiche di conformità.
Il comma 3 stabilisce poi che le nuove disposizioni si applichino ai libri posti in commercio o oggetto di nuova adozione a partire dall’anno scolastico o accademico successivo a quello in corso quando entrerà in vigore il decreto attuativo.
Se la legge di Bilancio entrerà in vigore il 1° gennaio 2027 e il decreto ministeriale sarà adottato nei sessanta giorni previsti, le novità potranno quindi trovare applicazione già dall’anno scolastico 2027/2028. Sempre che l’esame parlamentare non cambi la norma, ovviamente.
La proposta apre una possibilità per le famiglie: acquistare un libro digitale a un prezzo sensibilmente inferiore e decidere se utilizzarlo sullo schermo oppure stamparlo.
Restano tuttavia alcune questioni pratiche cui difficilmente la norma potrà porre rimedio.
Come sarà infatti possibile verificare che del file venga realizzata un’unica copia cartacea? Quali sistemi consentiranno di controllare la stampa senza complicare eccessivamente l’utilizzo dei libri? Certo il file potrebbe “bloccarsi dopo la prima stampa ma è ovvio che una volta ottenuta una stampa questa potrà esser riprodotta con fotocopiatrice (che costa anche meno della stampa integrale di un libro). Rimane poi il fatto che stampare integralmente, magari a colori, un volume di diverse centinaia di pagine potrebbe avere costi superiore al prezzo dello stesso volume a stampa.
Il risparmio effettivo per le famiglie dipenderà anche da questi aspetti: il prezzo del file digitale sarà almeno dimezzato rispetto al cartaceo, ma l’eventuale stampa resterà a carico dell’acquirente.
Sarà dunque il decreto attuativo a dover affrontare alcune delle questioni operative più delicate con il rischio di mettere in piedi un carrozzone burocratico ingestibile. E di certo gli editori non saranno molto felici di questa opportunità offerta agli studenti e alle loro famiglie.
Per il momento comunque siamo davanti a una proposta che potrà essere modificata durante l’iter parlamentare. L’obiettivo dichiarato è contenere il costo dei libri di testo; la sua concreta realizzazione dipenderà anche dalla semplicità e dalla sostenibilità delle modalità previste per la stampa.