Parliamo dei diritti di circa un milione di donne che lavorano nelle nostre scuole: docenti e Ata impegnate in alto numero nella gestione della famiglia, che spesso debbono accudire figli e anziani, donne a cui viene chiesto dall’amministrazione di spostarsi di sede, anche di centinaia di chilometri, per essere immesse in ruolo, per una supplenza o perché perdono la titolarità nel loro istituto.
Quali sono le norme che tutelano l’armonizzazione del lavoro di una donna con la sua vita privata? Quali sono i permessi e gli eventuali congedi per accudire una persona non autosufficiente? Quali facilitazioni, anche per gli orari di servizio? Ci sono differenze regionali nel concedere questi diritti? ‘La Tecnica della Scuola’ ne parla con Daniela Rosano, segretaria generale Anief.
L’intervista inizia così: “Certo – dichiara Rosano – sul fronte dei diritti e soprattutto dell’armonizzazione tra lavoro e vita privata, le donne stanno sicuramente messe non benissimo: l’82% delle donne, rispetto a un 20% scarso degli uomini, si occupano della cura della famiglia e in particolare della cura delle persone non autosufficienti e già per questo deve sicuramente intervenire la normativa già presente con direttive europee e con decreti anche italiani, ma magari anche nella contrattazione di istituto nelle scuole potrebbe essere presente qualche soluzione per le donne“.
Quindi, la sindacalista ricorda, una alla volta, tutte le richieste motivate che danno diritto alle donne di potere richiedere e ottenere permessi, congedi e giorni di assenza. Soffermadosi anche sui diritti negati.
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