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Questionario Azione Studentesca, prof si “auto-denunciano” in un video: “Vi facilito il compito, sono di sinistra”

Redazione

I docenti “di sinistra” si fanno sentire: dopo che è scoppiato il caso relativo al questionario di Azione Studentesca con l’obiettivo di raccogliere tra gli studenti casi di “indottrinamento a sinistra” da parte di insegnanti, è stato pubblicato un video virale di docenti che si sono “autodenunciati”.

Come riporta La Repubblica, molti insegnanti bolognesi hanno partecipato a viso aperto dicendo il proprio nome, cognome, disciplina insegnata, il tutto con la frase finale: “Sono di sinistra”.

Il sondaggio

Il manifesto di Azione Studentesca, che tramite un qrcode rimandava a un sondaggio, sarebbe stato rimosso dai muri del liceo di Pordenone dove era comparso il 17 gennaio da qualche giorno.

Il sondaggio poneva un quesito semplice: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?”. E poi: “Descrivi uno dei casi più eclatanti”. La stessa iniziativa, con le stesse modalità, è stata segnalata anche in altre scuole di Pordenone, Alba, Cuneo e Palermo.

Il docente che ha denunciato la cosa da 35 anni insegna latino e greco, è venuto a conoscenza una settimana fa del manifesto, e ha denunciato l’episodio prima alla dirigente scolastica e poi in prefettura. Ma non ha ottenuto risposte. “Ci accusano di fare propaganda di sinistra. Ma non si può fare lezione, soprattutto quando si parla di materie come lettere, filosofia o storia, senza che sia una lezione anche politica. Con i ragazzi si deve ragionare, ai miei alunni dico come la penso, ognuno poi è libero di interpretare le cose nel modo che ritiene più opportuno. Non ho mai sanzionato nessuno, né ho mai cercato di convincere gli alunni delle mie idee. Ma non sono un jukebox, in cui inserire la monetina per far partire la lezione. Quando parlo dico quello che penso. Cosa diversa è la propaganda, nessuno di noi si permetterebbe di farla. Ma non è possibile che una persona autorevole come un sindaco minimizzi quest’iniziativa”, ha detto.

Presentati esposto e interrogazione parlamentare

Intanto però, come riporta La Repubblica, il caso è finito sul tavolo della procura di Pordenone. Il segretario provinciale del Pd, Fausto Tomasello, e il capogruppo in consiglio comunale, Nicola Conficoni, hanno presentato un esposto: “Una simile iniziativa – argomentano – non può essere derubricata a critica politica, configura un metodo di delazione e intimidazione che richiama logiche di controllo ideologico incompatibili con i principi di una scuola democratica”.

Parlamentari Pd e Avs hanno invece annunciato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. E più di cento docenti di Prato hanno sottoscritto un appello: “Nel mondo alla rovescia in cui stiamo vivendo, capita dunque che noi insegnanti dobbiamo difenderci dal ‘delitto infamante’ di antifascismo ma l’antifascismo non è una forzatura ideologica ma un dovere costituzionale di ogni insegnante”.

La risposta di Azione Studentesca

Nella puntata di ieri, 1° febbraio, del programma di Rai3 Report, si è parlato nuovamente della scuola. L’argomento principale? Il sondaggio di Azione Studentesca con l’obiettivo di schedare i docenti di “sinistra”.

“L’obiettivo era raccogliere tutte quelle situazioni in cui i docenti di sinistra che tengono ad influenzare e inculcare le proprie ideologie. Nessun professore può avere il diritto di mettere all’interno della scuola un pensiero fazioso. Molto spesso c’è paura di denunciare. Schedatura? Accusa molto grave ed infondata: non c’è il nome o il cognome di un docente. La stragrande maggioranza dei docenti che attuano comportamenti militanti sono di sinistra”, queste le parole, all’interno del servizio di ReportAgnese Gallinacci di Azione Studentesca.

A dire la sua Elisabetta Piccolotti di Avs, che ha promesso battaglia: “È importante che Valditara parli, è importante chiarire che non accetterà segnalazioni di questo tipo, è importante che la libertà di insegnamento venga tutelata. La scuola pubblica è bella perché è plurale”.

All’interno della trasmissione è stata mostrata anche una foto della sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti con i ragazzi di Azione Studentesca, tenendo in mano uno striscione con scritto “La scuola è nostra!”, stesso slogan comparso dei volantini contenenti il qr code con il sondaggio incriminato. La stessa Frassinetti qualche giorno fa si era discostata e aveva parlato di “iniziativa autonoma” dei ragazzi.

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