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Quota 100, emendamento: lavoratrice con figlio disabile in pensione con anticipo

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Sono quasi 50 mila le domande inviate all’Inps per accedere a Quota 100: delle 49.922 domande pervenute all’istituto di previdenza (8 mila tra commercianti e artigiani), di cui 44.273 tramite patronati, sono 17.077 quelle che arrivano dai lavoratori pubblici.

Considerando che un terzo di loro appartengono alla scuola, in base ad una prima stima, potrebbero essere non più di 5 mila quelle sino ad oggi inviate da docenti, personale Ata e dirigenti scolastici.

Da Roma il maggior numero di richieste

L’istituto di previdenza nazionale ha anche fatto sapere che la maggior parte delle richieste pervenute per via telematica, riguardano gli uomini (oltre 38 mila) ed è stata inoltrata attraverso i patronati.

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In testa, risultano le province di Roma (3.875 istanze), seguita da Napoli (2.393) e Milano (1.895). A poca distanza Palermo (1.499). Oltre il migliaio anche Bari (1.273), Catania (1.263) e Torino (1.251). In coda, per numero di adesioni a quota 100, risulta la provincia di Fermo, con solo 75 domande presentate.

Il decreto legge n.4/2019 (la scheda di lettura)

Tutto sulla riforma previdenziale

Pensione anticipata per lavoratrici con figlio disabile?

Al vaglio della commissione Lavoro al Senato, una misura che consente alle lavoratrici madri con un figlio disabile di accedere alla pensione con tre anni di contribuzione in meno, anziché, facendo così scendere “la quota” fissata dal decreto per le nuove uscite anticipate nel triennio di sperimentazione da 100 a 97.

Altra novità sarebbe la cosiddetta ‘pace contributiva‘: raddoppia il periodo della rateizzazione, visto che si passerà da 60 a 120 rate mensili.

Novità anche per il riscatto della laurea

Tra gli emendamenti della maggioranza, c’è quello presentato dal M5S che prevede la possibilità di consentire il riscatto della laurea agevolato non solo agli under 45 ma anche a chi ha superato i 55 anni.

Il conto però diventerebbe più salato man mano che si alza l’età.

Il tutto, in pratica, dovrebbe avvenire in base a quattro fasce di possibili beneficiari. Quella dei lavoratori fino ai 45 anni per i quali si prevede un versamento per ogni anno da riscattare di 5mila euro. Quella dai 45 anni fino ai 50 per la quale il costo sale a 7.500 per anno. Un’altra fissata tra i 50 e i 55 anni in cui si dovrà pagare 10mila euro. E un’ultima, quella di chi ha più di 55 anni che dovrà pagare 12.500 euro per ogni anno riscattato.

Le coperture sono pari a 150 milioni l’anno dal 2019 e arrivano da un taglio al Fondo del Ministero dell’Economia.