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Rapporto Censis-Ucsi: internet spopola tra i giovani

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È internet, la madre di tutte le Reti digitali, il mezzo di comunicazione che i giovani italiani preferiscono utilizzare nel loro tempo libero. E non solo, visto che l’utilizzo sempre più spesso risulta continuativo: a dircelo è il rapporto Censis-Ucsi “I media personali dell’era digitale”, attraverso cui i ricercatori hanno studito l’evoluzione dei consumi mediatici degli italiani tra il 2009 e il 2011.
Quel che è emerso è un uso della Rete che per la prima volta riguarda oltre la metà degli italiani, passando dal 47 al 53,1%. Si tratta in prevalenza di persone istruite (66,7%), ma soprattutto di ragazzi, che ormai si connettono regolarmente nell’84,6% dei casi.
Dalla ricerca si è compreso anche che in assoluto la funzione di Internet maggiormente utilizzata dagli italiani nella vita quotidiana è la ricerca di strade e località (il 37,9% lo ha fatto almeno una volta nell`ultimo mese, grazie anche a smartphone e tablet, specie nelle grandi città: il dato sale al 60,5% nei centri con più di 500mila abitanti). Al secondo posto c’è l’ascolto della musica (26,5%). Tra gli utilizzi in crescita c’è l`home banking: lo svolgimento di operazioni bancarie tramite il web si colloca al terzo posto tra le attività maggiormente svolte (22,5%).
Molto gettonati sono anche il fare acquisti (19,3%), prenotare un viaggio (18%). Meno gli acquisti di un libro o un dvd (6,2%) oppure prenotare una visita medica (3,9%).
In generale la ricerca del lavoro non è molto praticata, appena il 12,3%, ma la quota sale al 26,8% se si considerano solo i giovani (compresi gli studenti) e al 41% tra i disoccupati. Ancora poco entusiasmo determinano le telefonate on line (con Skype o altri servizi voip), praticate solo dal 10,1% degli italiani, ma il dato sale tra i giovani (14,8%) e le persone più istruite (14,5%).
La Rete è anche il mezzo più affidabile a livello di contenuti: se 5,74 è il voto medio registrato dalla credibilità delle informazioni tratte dalla televisione (solo i giovani di 14-29 anni assegnano un punteggio sopra la sufficienza, pari a 6,12) e 5,95 è il voto dato ai giornali (sono ancora i giovani a salvarli, con un punteggio di 6,65), decisamente più veritiere sono invece sono ritenute le informazioni date dalla radio (6,28) e soprattutto quelle pubblicate su Internet (6,55). Ancora una volta sono i giovani i più fiduciosi, che assegnano un 6,80 alla radio e un 6,78 al web, percepito come un mezzo più libero e ‘disinteressato’.
Quasi scontato il boom di adesioni per i siti dediti alla conoscenza di nuove persone o alla fruizione di video: Facebook è, oltre che il social network più conosciuto, anche tra quelli più utilizzati (dal 49% degli italiani che accedono a Internet, l`88,1% tra i giovani), insieme a YouTube (54,5%, l`86,5% tra i giovani).
E gli altri media? Secondo il dossier, la tv rimane stabilmente il mezzo più scelto dagli italiani per informarsi (97,4% nel 2011, era al 97,8% nel 2009), ma negli ultimi due anni si segnala la progressiva diffusione sul territorio nazionale del segnale digitale terrestre con un aumento di oltre 48 punti percentuali (arrivando al 76,4% della popolazione) a scapito della tv analogica (-27,1%, al 64,6% nel 2011). La tv satellitare mantiene costante la quota dei suoi telespettatori (35,2%), la web tv aumenta la sua utenza (17,8%. +2,6% nell`ultimo biennio), mentre la mobile tv rimane a livelli bassi, relegata a un pubblico saltuario e di nicchia (0,9%).
Regge la radio (80,2%): dopo Internet è il mezzo che nell`ultimo decennio ha guadagnato più utenti: +14,8% dal 2002. Si conferma invece il periodo di grave crisi attraversato dalla carta stampata: i quotidiani a pagamento (47,8% di utenza) tra il 2009 e il 2011 perdono il 7% di lettori (complessivamente -19,2% rispetto al 2007); la free press cresce di poco (+1,8%, salendo al 37,5%); i periodici resistono, specie i settimanali (28,5% di utenza). Tengono anche i libri (56,2% di utenza), mentre gli e-book non decollano (1,7%). Stabile anche la lettura delle testate giornalistiche on-line (+0,5%, utenza al 18,2%).
Per l`uso del cellulare, infine, si rileva in generale una flessione (-5,5% tra il 2009 e il 2011, complici gli effetti della crisi) ed è in atto una migrazione dell`utenza dagli apparecchi basic (-8%) con funzioni limitate a telefonate e invio-ricezione degli sms, agli smartphone (+3,3%, utenza che sale al 17,6% e al 39,5% tra i giovani).
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