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Aggiornato il 10.07.2025
alle 10:30

Rapporto Invalsi 2025, gli studenti del Sud risultano penalizzati: il monito di Save the Children

Andare in una scuola del Sud Italia comporta spesso un apprendimento ridotto: a sottolinearlo è Save the Children commentando il Rapporto Invalsi 2025 sulle competenze di bambini, bambine e adolescenti della scuola primaria e secondaria di I e II grado in Italia.

“È positivo – scrive l’associazione – il dato sul calo della dispersione scolastica, passata dal 14,2% del 2020 al 9,8% nel 2024, ma si evidenzia il persistere di ampi divari territoriali fin dai primi gradi scolastici, che penalizza gli studenti delle aree più deprivate del Paese e su cui è necessario potenziare politiche e strumenti per garantire apprendimenti di qualità e ampliare l’offerta educativa”.

Save the Children ritiene poi che “l’aumento della dispersione implicita tra il 2024 e il 2025 (8,7% rispetto al 6,6% del 2024), in particolare al Sud e nelle Isole (12,5% rispetto al 9,2% del 2024) è un segnale da attenzionare. Preoccupano, in particolare, le forti differenze territoriali che colpiscono tutti i cicli di istruzione”.

Entrando nel dettaglio dei corsi scolastici, l’associazione che difende i bambini sottolinea che, sempre in base al Rapporto Invalsi 2025, “già a partire dalla seconda classe della scuola primaria si osserva un forte svantaggio per le regioni del Sud e delle Isole con un punteggio in matematica inferiore di 7,3 punti percentuali. Alla fine della scuola secondaria di primo grado, se a livello nazionale circa 3 studenti su 5 raggiungono livelli minimi di competenze in italiano (58,6%), nel Sud e nelle Isole meno di uno studente su due (48,6%) raggiunge tale livello (a fronte del 61,6% del Centro e del 62,2% e 62% nelle aree del Nord Est e del Nord Ovest). Al Sud e nelle Isole nemmeno la metà degli allievi esce dal primo ciclo d’istruzione con competenze adeguate in matematica: solo 4 su 10; mentre Centro, Nord Ovest e Nord Est mostrano valori superiori alla media nazionale (rispettivamente 58,9%, 61,9% e 63%)”.

“Nella secondaria di secondo grado, in matematica il 54% degli studenti raggiunge almeno il livello base, in italiano il 62%, con un calo di ben otto punti percentuali rispetto al 2019, prima delle chiusure imposte dalla pandemia, in entrambe le discipline. Più omogenei, invece, i risultati di studentesse e studenti della scuola secondaria di II grado sulle competenze digitali – testate per la prima volta nella rilevazione Invalsi 2025 – dove raggiungono almeno un livello adeguato più di 8 studenti su 10 nell’alfabetizzazione su informazioni e dati, comunicazione e collaborazione, creazioni di contenuti digitali e sicurezza”.

Secondo Giorgia D’Errico, direttrice delle Relazioni Istituzionali di Save the Children, “rimane urgente adottare politiche e strumenti efficaci per contrastare la povertà educativa e ridurre le persistenti disuguaglianze territoriali. A questo proposito, è fondamentale potenziare l’offerta scolastica ed extra-scolastica, estendere il tempo pieno e promuovere l’accesso ad attività educative, ricreative, sportive e culturali di qualità per favorire lo sviluppo di competenze e prevenire la perdita di apprendimenti che rischia di amplificarsi durante la pausa estiva, con la prolungata chiusura delle scuole”.

Sempre D’Errico sostiene che “per contrastare le disuguaglianze educative, è, inoltre, necessario intervenire fin dalla scuola primaria, estendendo per esempio il tempo pieno e garantendo a tutti i bambini il servizio della mensa scolastica, con uno specifico LEP (Livello Essenziale delle Prestazioni), in linea con la Garanzia Europea per l’Infanzia”.

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