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Aggiornato il 09.07.2025
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Rapporto Invalsi: al Sud meno della metà di chi ottiene la licenza media ha competenze adeguate in Italiano, l’Inglese va meglio

Redazione

La scuola secondaria di primo grado riesce a fornire competenze adeguate? Cosa hanno imparato gli studenti che hanno ottenuto il “diploma di terza media”? Un focus su questo ciclo scolastico può risultare interessante per comprendere molti aspetti.

Ecco i dati emersi dal Rapporto Nazionale INVALSI 2025 presentato oggi, 9 luglio, alla Camera dei deputati, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del presidente INVALSI Roberto Ricci.

La scuola secondaria di primo grado si trova ad affrontare diverse criticità, che riflettono sia i cambiamenti nella popolazione scolastica che specifiche dinamiche di apprendimento.

  • Popolazione scolastica più complessa: La riduzione della dispersione scolastica esplicita (ELET) è un successo indiscusso, ma comporta l’ingresso nel sistema scolastico di studenti con livelli di partenza più fragili, rendendo la popolazione scolastica più complessa e eterogenea. Questo allargamento si riflette inevitabilmente sugli esiti medi delle prove INVALSI, che tendono a contrarsi leggermente, pur non essendo un peggioramento qualitativo ma un “effetto di popolazione”.
  • Divari territoriali persistenti e accentuati: Già a partire dalla scuola primaria, ma in modo ancora più evidente al Grado 8, si osservano importanti differenze territoriali negli apprendimenti, in particolare a sfavore del Mezzogiorno. Queste differenze non sono solo tra Nord e Sud, ma anche tra scuole e classi all’interno delle stesse regioni.
  • Sfida della fragilità e dell’eccellenza: Un sistema scolastico di successo deve prendersi cura sia degli studenti a rischio di insuccesso (fragilità) che dei talenti (eccellenze). Mentre c’è una sostanziale tenuta degli esiti degli allievi più fragili, si registra un calo delle eccellenze. Questo indica la necessità di una nuova linea di intervento per sostenere gli studenti con risultati migliori, soprattutto dove sono meno numerosi. L’analisi congiunta di fragilità ed eccellenza evidenzia situazioni molto diverse tra le regioni.
  • Polarizzazione degli esiti: Anche in discipline con esiti complessivamente buoni, come l’Inglese, si manifestano importanti fenomeni di polarizzazione tra studenti con risultati molto elevati e quelli con risultati più bassi. Per la Matematica, le regioni con esiti medi elevati mostrano spesso una maggiore polarizzazione, suggerendo la necessità di allargare la quota di allievi che ottengono buoni risultati.
  • Equità nella qualità: La vera equità e inclusività di un sistema scolastico si realizza quando i risultati medi sono alti e le differenze tra studenti fragili ed eccellenti sono limitate. Le prove INVALSI mettono in guardia dall’idea che si possa migliorare l’equità abbassando i livelli di risultato.

Va bene l’Inglese, va male l’Italiano

Colpiscono le difficoltà in Italiano: in particolare, nel Sud e Isole (Calabria, Sicilia e Sardegna), meno della metà degli studenti che conseguono la licenza media accede alla scuola secondaria di secondo grado con competenze adeguate in Italiano.

Le regioni più in difficoltà in Italiano (es. Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna al Grado 13) mostrano non solo bassi risultati medi, ma anche una forte differenza di esiti tra gli allievi (polarizzazione), indicando una mancanza di equità nella qualità. Al contrario, regioni come la Provincia Autonoma di Trento riescono a garantire risultati medi elevati e una moderata differenza tra gli individui.

Il quadro per l’Inglese (Listening e Reading) al Grado 8 è nettamente più positivo rispetto a Italiano e Matematica, sebbene con proprie specificità.

  • Miglioramento costante e generalizzato: I risultati di Inglese sono in costante crescita. Rispetto al 2018, si è registrato un aumento significativo nella percentuale di allievi che raggiungono il livello A2: +9 punti percentuali in Reading e +16 punti percentuali in Listening. Per la prima volta dal 2018, almeno la metà degli studenti raggiunge l’A2 in entrambe le competenze ricettive su tutto il territorio nazionale.
  • Ruolo nel calo della fragilità complessiva: Il buon andamento degli esiti di Inglese è un fattore chiave che ha trascinato verso il basso l’indicatore complessivo di fragilità al termine del primo ciclo d’istruzione.
  • Polarizzazione degli esiti: Nonostante il miglioramento generalizzato, in alcune situazioni più complesse si evidenziano comunque importanti fenomeni di polarizzazione degli esiti tra gli allievi con risultati molto buoni e quelli con risultati più bassi.
  • Singolarità della popolazione di origine immigrata: Una caratteristica distintiva dell’Inglese è che la popolazione di origine immigrata consegue risultati medi più elevati di quella autoctona, specialmente nella prova di ascolto.

In sintesi, mentre l’Italiano e la Matematica al Grado 8 mostrano segnali di stagnazione o lento indebolimento dei risultati medi, con persistenti e ampi divari territoriali e la necessità di affrontare la sfida delle eccellenze e della polarizzazione, l’Inglese si distingue per un continuo e generalizzato miglioramento, pur con fenomeni di polarizzazione e una peculiarità positiva legata alla popolazione di origine immigrata. La criticità principale per Italiano e Matematica risiede nella necessità di concentrare ulteriori sforzi per ridurre la fragilità e promuovere l’eccellenza, specialmente nelle regioni del Mezzogiorno.

I numeri

Quest’ultimo, nella sua presentazione, è riuscito ad andare oltre ai meri dati e ai meri numeri, riuscendo anche a dare spunti su determinati punti critici individuati dall’Istituto.

Le prove INVALSI 2025 hanno interessato complessivamente circa 2.555.000 studenti e studentesse. Le classi coinvolte sono state la II e V della scuola primaria (Grado 2 e Grado 5), la III della scuola secondaria di primo grado (Grado 8), e la II e l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (Grado 10 e Grado 13).

In particolare:

  • 960.000 alunni/e della scuola primaria (classi II e V)
  • 550.000 studenti/studentesse della scuola secondaria di primo grado (classe III)
  • 547.000 studenti/studentesse della classe II di scuola secondaria di secondo grado
  • 514.000 studenti/studentesse dell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado.

La partecipazione è stata molto elevata: 98,52% per la scuola primaria, 99,63% per la secondaria di primo grado, 91,95% per la II classe di secondaria di secondo grado e 96,87% per l’ultimo anno. Sono state somministrate oltre 2.500.000 prove cartacee e circa 5.100.000 prove computerizzate (CBT). Le materie delle prove includevano Italiano e Matematica per la II primaria; Italiano, Matematica e Inglese per la V primaria, la III secondaria di primo grado e l’ultimo anno della secondaria di secondo grado; e Italiano, Matematica e Competenze Digitali (queste ultime solo per le classi campione) per la II secondaria di secondo grado.

Rapporto Invalsi 2025, scuola secondaria di primo grado

Nella scuola secondaria di primo grado (Grado 8), i risultati di Italiano e Matematica sono sostanzialmente stabili, mentre quelli di Inglese mostrano un netto miglioramento.

  • Per l’Italiano, a livello nazionale, il 59% degli studenti raggiunge risultati almeno adeguati (-1 punto percentuale rispetto al 2024). Si riscontra un lento indebolimento degli esiti medi, un fenomeno che si osserva anche in molti Paesi occidentali. Permangono ampie differenze territoriali: nel Centro-Nord circa il 62% degli allievi mostra competenze adeguate, mentre nel Sud e Isole (in particolare Calabria, Sicilia e Sardegna) meno della metà raggiunge tale livello.
  • Per la Matematica, il 56% degli studenti raggiunge almeno il livello base (invariato rispetto agli anni precedenti). Gli esiti mostrano un lento arretramento dei risultati medi. Le differenze macro-territoriali sono simili a quelle di Italiano, ma con maggiore intensità; in entrambe le macro-aree meridionali, nemmeno la metà degli allievi esce dal primo ciclo con competenze adeguate in Matematica.
  • Per l’Inglese, i risultati sono in costante crescita. L’83% degli studenti raggiunge il livello A2 in Reading (+1 punto percentuale rispetto al 2024) e il 70% in Listening (+2 punti percentuali rispetto al 2024). Dall’inizio della rilevazione (2018), si è registrato un aumento di 9 punti percentuali per Reading e 16 punti percentuali per Listening. Per la prima volta dal 2018, almeno la metà degli studenti raggiunge l’A2 in entrambe le competenze ricettive in tutto il territorio nazionale. Nonostante i miglioramenti, permangono cospicue differenze territoriali e fenomeni di polarizzazione degli esiti tra allievi. La popolazione di origine immigrata consegue risultati medi più elevati, specialmente nella prova di ascolto.

In generale, gli allievi in condizioni di fragilità negli apprendimenti in Italiano e Matematica sono in calo, ma questo è trainato principalmente dai buoni risultati di Inglese; è necessario concentrare maggiori sforzi su Italiano e Matematica. A fronte di una sostanziale tenuta degli esiti degli allievi più fragili, emerge un calo delle eccellenze. Il supporto alle regioni del Mezzogiorno (es. Agenda Sud, PNRR, Scuola estate) va nella giusta direzione, e le scuole del primo ciclo raggiunte dal programma Agenda Sud hanno beneficiato considerevolmente, in particolare in Campania e Puglia, con la sola eccezione della Sicilia.

Purtroppo, per quanto riguarda i risultati del Grado 8, emergono fortissime differenze territoriali, soprattutto per quanto riguarda gli estremi, di fragilità e di eccellenza. Calabria, Sicilia, Sardegna e Campania hanno alti risultati fragili, quote elevate di allievi in condizioni di fragilità.

Per quanto riguarda l’Inglese, il miglioramento è generalizzato e gli studenti stranieri ottengono risultati talvolta migliori rispetto agli italiani.

I buoni risultati sono tali soprattutto grazie all’inglese: se si guarda solo a italiano e matematica, gli studenti fragili alla fine del primo ciclo sono praticamente il 30%.

E le eccellenze? Sarebbero in calo, forse a causa dell’aumento della platea di studenti.

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