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Aggiornato il 09.07.2025
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Rapporto Invalsi 2025, la dispersione scolastica crolla ma le fragilità restano: migliora inglese, boom competenze digitali – PDF

Laura Bombaci

I ragazzi italiani stentano a riprendersi dallo choc Covid, diminuisce la dispersione scolastica e quindi aumenta la platea di persone che apprendono ma così diminuiscono le competenze, poca equità tra fragili ed eccellenti: questo quanto emerge dal Rapporto Nazionale INVALSI 2025 presentato oggi, 9 luglio, alla Camera dei deputati, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, del presidente INVALSI Roberto Ricci.

I numeri

Quest’ultimo, nella sua presentazione, è riuscito ad andare oltre ai meri dati e ai meri numeri, riuscendo anche a dare spunti su determinati punti critici individuati dall’Istituto.

Le prove INVALSI 2025 hanno interessato complessivamente circa 2.555.000 studenti e studentesse. Le classi coinvolte sono state la II e V della scuola primaria (Grado 2 e Grado 5), la III della scuola secondaria di primo grado (Grado 8), e la II e l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (Grado 10 e Grado 13).

In particolare:

  • 960.000 alunni/e della scuola primaria (classi II e V)
  • 550.000 studenti/studentesse della scuola secondaria di primo grado (classe III)
  • 547.000 studenti/studentesse della classe II di scuola secondaria di secondo grado
  • 514.000 studenti/studentesse dell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado.

La partecipazione è stata molto elevata: 98,52% per la scuola primaria, 99,63% per la secondaria di primo grado, 91,95% per la II classe di secondaria di secondo grado e 96,87% per l’ultimo anno. Sono state somministrate oltre 2.500.000 prove cartacee e circa 5.100.000 prove computerizzate (CBT). Le materie delle prove includevano Italiano e Matematica per la II primaria; Italiano, Matematica e Inglese per la V primaria, la III secondaria di primo grado e l’ultimo anno della secondaria di secondo grado; e Italiano, Matematica e Competenze Digitali (queste ultime solo per le classi campione) per la II secondaria di secondo grado.

Dispersione scolastica in calo, ma c’è un problema

Un dato estremamente positivo è la costante e forte riduzione della dispersione scolastica esplicita (ELET), che ha avuto un’evoluzione molto positiva. L’Italia ha raggiunto l’obiettivo del PNRR per il 2026 (10,2%) con un anno di anticipo, attestandosi al 9,8% nel 2024, e si stima che sia alla portata anche l’obiettivo UE 2030 del 9%. Questo significa che un numero crescente di giovani porta a termine la scuola, con ricadute positive sugli apprendimenti e sull’equità sociale.

Tuttavia, questo ampliamento della platea scolastica comporta anche l’ingresso nel sistema di studenti con livelli di apprendimento iniziali più fragili, rendendo la popolazione scolastica più complessa.

Ma andiamo ai risultati del rapporto, per grado di istruzione.

Rapporto Invalsi 2025, scuola primaria

I risultati della scuola primaria mostrano una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, con alcuni modesti segnali di indebolimento attribuibili alla crescente complessità della popolazione scolastica. In particolare si nota che il sistema si è stabilizzato dopo lo choc del Covid ma non si riesce a tornare a prima. Per la II primaria (Grado 2):

  • Circa il 66% degli studenti raggiunge almeno il livello base in Italiano (in calo rispetto al 67% nel 2024). Rispetto al 2019, si conferma un calo nei risultati medi di circa il 2-3%. Già a partire da questo grado, si osservano importanti differenze territoriali, specialmente in Italiano, con divari a sfavore del Mezzogiorno.
  • Circa il 67% in Matematica (stabile rispetto al 2024). Rispetto al 2019, si conferma un calo del 4-5%. Le bambine conseguono risultati più bassi in Matematica già in II primaria.

Per la V primaria (Grado 5):

  • Circa il 75% degli studenti raggiunge almeno il livello base in Italiano (stabile rispetto al 2024). I divari territoriali in Italiano tendono ad aumentare.
  • Circa il 66% in Matematica (in calo rispetto al 68% nel 2024). I divari territoriali si accentuano e si riscontrano esiti medi molto preoccupanti in alcune regioni del Mezzogiorno, come la Sardegna, con oltre 20 punti inferiori alle regioni del Centro-Nord.
  • I risultati di Inglese (A1) sono leggermente più bassi o stabili rispetto al 2024. Il 91% degli allievi raggiunge il livello A1 in lettura (reading) e l’86% in ascolto (listening). Il background socio-economico e migratorio spiega gran parte delle differenze, anche se la scuola riesce a esercitare un effetto di compensazione parziale. Nelle regioni meridionali, la scuola primaria fatica maggiormente a garantire pari opportunità, specialmente in Matematica.

Rapporto Invalsi 2025, scuola secondaria di primo grado

Nella scuola secondaria di primo grado (Grado 8), i risultati di Italiano e Matematica sono sostanzialmente stabili, mentre quelli di Inglese mostrano un netto miglioramento.

  • Per l’Italiano, a livello nazionale, il 59% degli studenti raggiunge risultati almeno adeguati (-1 punto percentuale rispetto al 2024). Si riscontra un lento indebolimento degli esiti medi, un fenomeno che si osserva anche in molti Paesi occidentali. Permangono ampie differenze territoriali: nel Centro-Nord circa il 62% degli allievi mostra competenze adeguate, mentre nel Sud e Isole (in particolare Calabria, Sicilia e Sardegna) meno della metà raggiunge tale livello.
  • Per la Matematica, il 56% degli studenti raggiunge almeno il livello base (invariato rispetto agli anni precedenti). Gli esiti mostrano un lento arretramento dei risultati medi. Le differenze macro-territoriali sono simili a quelle di Italiano, ma con maggiore intensità; in entrambe le macro-aree meridionali, nemmeno la metà degli allievi esce dal primo ciclo con competenze adeguate in Matematica.
  • Per l’Inglese, i risultati sono in costante crescita. L’83% degli studenti raggiunge il livello A2 in Reading (+1 punto percentuale rispetto al 2024) e il 70% in Listening (+2 punti percentuali rispetto al 2024). Dall’inizio della rilevazione (2018), si è registrato un aumento di 9 punti percentuali per Reading e 16 punti percentuali per Listening. Per la prima volta dal 2018, almeno la metà degli studenti raggiunge l’A2 in entrambe le competenze ricettive in tutto il territorio nazionale. Nonostante i miglioramenti, permangono cospicue differenze territoriali e fenomeni di polarizzazione degli esiti tra allievi. La popolazione di origine immigrata consegue risultati medi più elevati, specialmente nella prova di ascolto.

In generale, gli allievi in condizioni di fragilità negli apprendimenti in Italiano e Matematica sono in calo, ma questo è trainato principalmente dai buoni risultati di Inglese; è necessario concentrare maggiori sforzi su Italiano e Matematica. A fronte di una sostanziale tenuta degli esiti degli allievi più fragili, emerge un calo delle eccellenze. Il supporto alle regioni del Mezzogiorno (es. Agenda Sud, PNRR, Scuola estate) va nella giusta direzione, e le scuole del primo ciclo raggiunte dal programma Agenda Sud hanno beneficiato considerevolmente, in particolare in Campania e Puglia, con la sola eccezione della Sicilia.

Purtroppo, per quanto riguarda i risultati del Grado 8, emergono fortissime differenze territoriali, soprattutto per quanto riguarda gli estremi, di fragilità e di eccellenza. Calabria, Sicilia, Sardegna e Campania hanno alti risultati fragili, quote elevate di allievi in condizioni di fragilità.

Per quanto riguarda l’Inglese, il miglioramento è generalizzato e gli studenti stranieri ottengono risultati talvolta migliori rispetto agli italiani.

I buoni risultati sono tali soprattutto grazie all’inglese: se si guarda solo a italiano e matematica, gli studenti fragili alla fine del primo ciclo sono praticamente il 30%.

E le eccellenze? Sarebbero in calo, forse a causa dell’aumento della platea di studenti.

Rapporto Invalsi 2025, scuola secondaria di secondo grado

I risultati della scuola secondaria di secondo grado evidenziano dinamiche complesse. Per la II secondaria di secondo grado (Grado 10), la quota di allievi che raggiunge almeno la soglia di accettabilità è sostanzialmente costante nel post-pandemia.

  • In Italiano, il 62% degli studenti raggiunge almeno il livello base (invariato rispetto al 2024). Dopo la pandemia si era registrato un lento declino, ma gli esiti del 2025 segnano una prima indicazione di inversione di tendenza. Permangono grandi differenze territoriali, con un divario di oltre 17 punti percentuali tra Nord Ovest e Sud e Isole per gli allievi che raggiungono risultati adeguati.
  • In Matematica, il 54% degli studenti raggiunge almeno il livello base (-1 punto percentuale rispetto al 2024). I risultati medi si mantengono stabili nelle ultime rilevazioni, ma sono ancora più bassi rispetto al periodo pre-pandemia, e si evidenzia una tendenza al calo che andrà monitorata. Le differenze territoriali sono molto ampie, con il Nord Ovest che supera di oltre 27 punti percentuali l’area Sud e Isole per quanto riguarda gli allievi che raggiungono risultati adeguati.
  • Nel 2025 è stata condotta la prima rilevazione nazionale sulle Competenze Digitali (DIGCOMP 2.2) su base campionaria al Grado 10. I risultati sono stati positivi e in linea con le attese, mostrando una buona padronanza. Il risultato medio si colloca a cavallo della soglia tra il livello INTERMEDIO e AVANZATO. Le percentuali di studenti che raggiungono almeno il livello adeguato sono alte: 89% per Alfabetizzazione su informazioni e dati, 91% per Comunicazione e collaborazione, 84% per Creazione di contenuti digitali e 85% per Sicurezza. Un aspetto molto incoraggiante è la minore polarizzazione geografica rispetto a Italiano e Matematica, sebbene l’incidenza del contesto sia comunque presente.

Per l’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (Grado 13), i risultati mostrano una battuta d’arresto rispetto al 2024, ma la tendenza generale post-pandemia è di risultati sostanzialmente costanti.

  • In Italiano, il 52% degli studenti raggiunge almeno il livello base (in calo rispetto al 56% nel 2024). I divari territoriali si ampliano, con meno della metà degli allievi nel Centro-Sud che raggiunge i traguardi previsti, rispetto a oltre la metà nelle due macro-aree settentrionali. La situazione è particolarmente difficile in Sicilia, Campania, Calabria e Sardegna. In generale, comunque, i risultati sono alquanto bassi praticamente ovunque.
  • In Matematica, il 49% degli studenti raggiunge almeno il livello 3 (in calo rispetto al 52% nel 2024). I risultati sono più deboli di quelli di Italiano a causa del deterioramento degli esiti nel Centro-Sud, e il calo sembra essere ancora in atto. Le differenze tra Nord Est e Sud e Isole raggiungono i 23 punti percentuali. La situazione è complessa in Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, dove circa il 60% non raggiunge il livello di accettabilità, e in Sardegna tale percentuale sale al 70%. La Campania mostra una forte polarizzazione degli esiti.
  • Per l’Inglese, si registra una battuta d’arresto rispetto al 2024, più marcata in Lettura (-5 punti percentuali, 55% raggiunge i traguardi) che in Ascolto (-1 punto percentuale, 44% raggiunge i traguardi). Nonostante gli esiti siano ancora buoni e superiori all’inizio della rilevazione, il margine di crescita sembra essersi esaurito e sono necessarie nuove soluzioni didattiche. Permangono forti divari territoriali, e dove le situazioni sono più complesse, si evidenziano importanti fenomeni di polarizzazione degli esiti.

Le conclusioni di INVALSI

In sintesi, secondo quanto riportato da INVALSI, l’aumento della popolazione studentesca che frequenta e completa la scuola comporta una maggiore complessità del sistema. Le differenze territoriali sono presenti già dalla scuola primaria, rendendo necessario intervenire precocemente, a partire dallo spazio 0-6 anni. Le soluzioni mirate e personalizzate adottate di recente stanno mostrando risultati incoraggianti. La prima rilevazione sulle Competenze Digitali al Grado 10 restituisce un’immagine promettente, sottolineando il ruolo fondamentale delle competenze di base fornite dalla scuola. La dispersione scolastica implicita, pur registrando un leggero aumento nel 2025 rispetto al 2024, mantiene un trend di medio periodo in calo, in particolare nel Mezzogiorno, anche grazie alle azioni di supporto e accompagnamento attivate.

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