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Regione Sicilia contro la Riforma Gelmini

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Con un ordine del giorno presentato da un gruppo di deputati del PD, l’Assemblea regionale siciliana ha preso posizione contro la riforma Gelmini: al voto unanime si è arrivati nel pomeriggio del 13 ottobre, dopo un dibattito a più voci nel corso del quale maggioranza e opposizione si sono trovate concordi sulla necessità di chiedere al Governo centrale di “stanziare immediatamente ulteriori risorse economiche per l’istruzione pubblica allo scopo di provvedere alla nomina di docenti e di personale ATA in deroga agli organici già deliberati per l’anno scolastico 2010/2011”.
L’ordine del giorno richiama il fatto che in Sicilia l’applicazione della Riforma “ha provocato la mancata nomina di migliaia di precari che da anni assicuravano il buon andamento delle attività scolastiche nella Regione” e che “ciò rappresenta un ulteriore aggravamento della situazione occupazionale del territorio siciliano”.
“La situazione – sostengono i parlamentari siciliani – peggiorerà ulteriormente per effetto delle disposizioni contenute nel decreto-legge n. 78 del 2010 (manovra Tremonti) che introduce ulteriori tagli alla scuola pubblica”.
Senza contare che
“il Ministero dell’istruzione, negli incontri recentemente avuti con il
Governo regionale, non ha fornito rassicurazioni in merito al futuro della scuola siciliana, dei suoi alunni e degli oltre 4.000 precari rimasti privi di qualsivoglia forma di contratto”.
Il dibattito è stato vivace anche se, a conti fatti, maggioranza e opposizione si sono trovati d’accordo su quasi tutto.
L’onorevole Raimondo Maira, dell’Udc, ha ricordato all’assemblea che nell’estate del 2008 la legge 133 era stata approvata anche con il voto favorevole dei deputati dell’MPA che è anche il partito dell’attuale presidente della Regione Sicilia; e dunque, ha sottolineato Maira, la posizione dell’MPA è quanto meno ibrida.
L’assessore all’istruzione Centorrino ha replicato precisando che i tagli non sono contenuti nella “riforma Gelmini” ma sono stati necessari per poter mettere ordine nei conti dello Stato. Peraltro, ha aggiunto l’assessore, si il voto favorevole sulla legge 133 è del tutto comprensibile, mentre non è comprensibile (e neppure condivisibile) il fatto che i tagli siano stati effettuati non in modo selettivo ma in modo lineare, senza tenere conto della specificità delle singole realtà territoriali.
Alla fine, come si è detto, l’ordine del giorno è stato approvato con il voto favorevole di tutti i deputati regionali presenti in aula.