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Relazioni sindacali difficili anche dopo la firma definitiva del contratto

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Prosegue anche in questi giorni di piena estate l’attività contrattuale di Aran, Ministero e organizzazioni sindacali.
Il 24 luglio è stato firmato definitivamente – dopo il "via libera" della Corte dei Conti – il contratto-scuola e nella stessa data è stato siglato il contratto sulla retribuzione di risultato per i dirigenti scolastici.

Tutto bene dunque?

In realtà non solo le relazioni fra sindacati e parte pubblica continuano ad essere tesi e difficili ma anche i rapporti fra le diverse sigle non sembrano improntate alla distensione.

I problemi sul tappeto sono molti e i motivi di contrasto non mancano.

Per esempio sulla questione della immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica Cgilscuola ha preso una posizione particolarmente dura nei confronti del Governo, mentre Cislscuola ha annunciato fin da subito la propria soddisfazione.

E sul contratto-scuola l’Anp (Associazione nazionale presidi) preannuncia già valanghe di ricorsi legali: secondo il sindacato di Giorgio Rembado il contratto-scuola sta invadendo materie che sono riserva di legge e sta limitando non solo le prerogative dei dirigenti scolastici ma addirittura le competenze degli organi collegiali della scuola.

Ma le difficoltà maggiori esploderanno quando verrà al pettine il nodo dello stato giuridico del personale docente.

Nei giorni scorsi la maggioranza parlamentare ha depositato alla Camera due diversi progetti di legge riguardanti lo stato giuridico che – secondo i sindacati – deve essere materia contrattuale. Uno dei due progetti (si tratta di quello presentato da Angela Napoli, di Alleanza Nazionale) porta nel titolo addirittura un riferimento alle rappresentanze sindacali: l’intento della maggioranza di Governo sembra essere quello di eliminare per legge le Rsu di scuola; ma se è così, i sindacati faranno certamente muro e forse potrebbero ricompattarsi in fretta.

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