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Riapriremo Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni, Italia a bocca aperta per le parole di un alunno 11enne

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“Quando saremo grandi faremo riaprire Auschwitz e vi ficcheremo tutti nei forni…”. Fa male sentire certe frasi. Fa malissimo se a pronunciarle è un giovane che frequenta la scuola media: è accaduto, come già scritto dalla Tecnica della Scuola, a Ferrara, dove un alunno si è rivolto con quelle parole ad un compagno di scuola ebreo, dopo averlo preso anche per il collo negli spogliatoi della palestra insieme ad altri due compagni.

La denuncia del fatto

L’episodio risale a qualche giorno fa, ma è stato reso pubblico solo il 16 aprile attraverso la denuncia alla stampa locale da parte di una rappresentante di classe

La vicenda ha avuto un clamore tale da costringere il Miur a chiedere all’Usr emiliano di fare luce e per le quali i carabinieri hanno attivato verifiche.

Al momento, sembra che i giovani autori delle frasi antisemite, appartengono a dei contesti familiari difficili.

L’insulto, precisa il sindaco estense Tiziano Tagliani, nasce infatti “da bambini di prima media di 11 anni, che hanno qualche problema di fragilità”.

Un episodio che nel momento stesso in cui si è verificato era stato “chiuso” dagli insegnanti “riportando gli alunni a coscienza di ciò che si era detto” e “recuperando un rapporto con l’intera classe per chi se ne sentiva escluso”.

Un evento isolato, ma non da sottovalutare

I carabinieri di Ferrara hanno accertato che si è trattato di “un evento isolato” e subito “stigmatizzato dalla dirigenza scolastica”.

Le parole usate nel litigio però scuotono l’opinione pubblica, al punto che diventano virali sui social media.

Colpisce anche il luogo, Ferrara, che è città di Giorgio Bassani, scrittore noto per aver raccontato la realtà del mondo ebraico perseguitato dai nazifascisti, e che è sede del Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah, fa notare l’agenzia Ansa.

Il ministro Marco Bussetti: attivato l’Usr, non deve ripetersi

“La scuola è e deve essere luogo di solidarietà, di inclusione, di accoglienza, di condivisione, di pace – ha commentato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti -. Non sono tollerabili atti di antisemitismo e di razzismo. Per questo, ho attivato subito il nostro Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna chiedendo di approfondire il caso emerso in una scuola di Ferrara e di fornire ogni supporto necessario affinché non si ripeta nulla di simile in futuro”.

Anche il vicepremier Matteo Salvini, leader della Lega, ha definito “spregevole” l’episodio, mentre i Cinque stelle invitano a lavorare sulla “prevenzione”.

Scossa la Comunità ebraica

Il rabbino capo della città, Luciano Meir Caro, ha detto che “nei prossimi giorni” si recherà nell’istituto per “raccontare ai ragazzini cosa è stata la Shoah”.

Invece, il presidente della Comunità ebraica estense, Andrea Pesaro, ha detto di avere “parlato con la dirigente dell’istituto. Lei stessa era molto sorpresa dell’episodio” anche perché la famiglia del ragazzino da cui è partito l’insulto “è ritenuta antifascista da sempre”.

L’episodio, “è indice di una diffusione di queste posizioni, terminologie, e rappresenta un pericolo non solo per la presenza ebraica in Italia ma in generale per la cultura, il rispetto, la tolleranza”.