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Ridotti a 10 i vaccini obbligatori

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Via libera dall’Istituto Superiore di Sanità all’emendamento al decreto Lorenzin, che ridurrebbe il numero di vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola da 12 a 10, aggiungendo la garanzia dell’offerta attiva e gratuita di altri 4 vaccini.

Secondo l’Iss l’obbligo di 10 vaccini più la garanzia di altri 4 gratuiti “appare pienamente rispondente ad affrontare le problematiche epidemiologiche del Paese, così come rappresentate dall’Istituto Superiore di Sanità negli ultimi tre anni”.

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I dieci vaccini obbligatori sarebbero quindi quelli contro

1  Poliomielite

2  Tetano

3  Difterite

4  Epatite B

5  Hemophilus influenzae B

6  Pertosse

7  Morbillo

8  Parotite

9  Rosolia

10           Varicella

 

 

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Non saranno dirimenti per l’iscrizione a scuola, ma saranno offerti gratuitamente (“offerta attiva e gratuita”, quindi ci sarà un sollecito da parte delle strutture sanitarie a vaccinare i bambini, non un obbligo), altri 4 vaccini, quelli contro

1  Menngococco B

2  Meningococco C

3  Pneumococco

4  Rotavirus

Per questi “si ritiene comunque necessario rafforzare con norma di legge la raccomandazione già contenuta all’interno del piano nazionale vaccini per una offerta attiva e gratuita dei 4 vaccini”, anche “per far fronte a possibili eventi epidemici (vedasi il focolaio regionale di malattia invasiva causato dal meningococco C)”.

I vaccini, spiega l’Iss,  “sono preparati biologici costituiti da microrganismi uccisi o attenuati, oppure da alcuni loro antigeni, o da sostanze prodotte dai microorganismi e rese sicure. Oppure, ancora, da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica”. Generalmente i vaccini “contengono anche acqua sterile (o una soluzione fisiologica a base salina) e alcuni possono contenere, in piccole quantità, anche un adiuvante per migliorare la risposta del sistema immunitario, un conservante (o un antibiotico) per prevenire la contaminazione del vaccino da parte di batteri, qualche stabilizzante per mantenere inalterate le proprietà del vaccino durante lo stoccaggio”. Una volta somministrati, i vaccini “simulano il primo contatto con l’agente infettivo evocando una risposta immunologica (immunità umorale e cellulare) simile a quella causata dall’infezione naturale, senza però causare la malattia e le sue complicanze. Il principio alla base di questo meccanismo è la memoria immunologica: la capacità del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro organismo in passato e di rispondere velocemente”.

“E’ molto più facile essere eletti in Parlamento che avere un danno da vaccino. Gli ultimi episodi risalgono a decenni fa quando veniva somministrato l’antipolio Sabin, contenente virus vivo attenuato. Proprio per questo le prime dosi sono state sostituite dal Salk, costituito da virus ucciso. Lo Stato ha rimborsato i cittadini danneggiati quando è stato possibile dimostrare il legame causa-effetto”.