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Rientro a scuola. Didattica a distanza, quale autonomia per gli alunni?

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Una questione centrale nel modo di pensare e implementare la didattica a distanza e una sua prossima applicazione, magari integrata e alternata con la didattica in presenza, è quella riguardante l’autonomia degli studenti, specie dei più piccoli, cui deve essere chiesto un progressivo distacco dall’adulto di riferimento. Insomma la domanda è: didattica a distanza, quale autonomia per gli alunni?

Nella didattica in presenza, si sa, questo adulto di riferimento è in genere il genitore, che pian piano lascia il piccolo e lo prepara a nuove figure di riferimento, adulte e meno adulte: l’educatore prima, gli stessi compagni di classe poi. Altri adulti ma anche altri pari con cui fare un percorso di crescita, di graduale acquisizione di autonomia e di sviluppo delle competenze sociali. Ma come avviene tutto ciò nella didattica a distanza?

Il documento ministeriale

Nel documento ministeriale, in proposito, leggiamo un importante suggerimento: Con i LEAD va costruito un nuovo senso dell’autonomia. Inizialmente genitori ed educatrici affiancano contemporaneamente il bambino e devono quindi negoziare spazi di vicinanza e momenti di “supervisione a distanza”; specialmente con i bambini un po’ più grandicelli e nelle esperienze di connessione a gruppo, una volta attivato il contatto, è possibile che mamma e papà si allontanino durante la relazione, restando discretamente in disparte pronti ad intervenire se ci sono problemi tecnici che il bambino non riesce a risolvere da solo (es. caduta della connessione).

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