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Aggiornato il 09.12.2025
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Riforma 4+2, flop o corsi del futuro? Valditara ci crede: crea un collegamento molto forte tra scuola e mondo del lavoro

A due anni dall’avvio del progetto, quali considerazioni si possono fare sulla riforma degli istituti tecnici e professionali con l’introduzione del modello 4+2 e l’entrata in scena degli Its come prosecuzione naturale delle scuole superiori? C’è chi parla, guardando il grande sforzo della macchina ammnistrativa e i numeri non esaltanti, di un sistema formativo che non convince famiglie e studenti, e che quindi non riesce a decollare. Non pochi addetti ai lavori addirittura sostengono addirittura che il 4+2 è a rischio flop.

Dal ministero dell’Istruzione, invece, guardando gli incrementi rispetto all’inizio in sordina, trapela una certa soddisfazione: da Viale Trastevere ci dicono che le iscrizioni da un anno all’altro sono aumentate del 230%, sono triplicati gli iscritti al primo anno ed è stato registrato un aumento del 51% degli istituti superiori aderenti al progetto scolastico.

Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha speso parole positive sulla riforma del 4+2, quindi dell’istruzione tecnica e professionale, perché, ha detto il 6 dicembre durante la trentesima edizione dell’Artigiano in Fiera, in corso fino al 14 dicembre alla fiera di Milano-Rho, “vede le aziende coinvolte, le aziende associate, direttamente protagoniste“: ricordiamo, a questo proposito, che circa la metà delle lezioni svolte negli Its sono affidate ad esperti del mondo del lavoro (non a insegnanti), i quali sono presenti (sulla base di quanto indicato nel piano formativo di ogni istituti) anche nei corsi del quadriennio delle scuole superiori.

Valditara ha quindi sottolineato che la riforma crea “un collegamento molto forte tra scuola e mondo del lavoro: mi fa piacere che tutte le associazioni di categoria abbiano espresso un giudizio molto positivo”.

“Fra l’altro – ha tenuto a dire il Ministro – è un modello che piace anche all’estero. Sono stato in Egitto, sono stato in diversi paesi africani e hanno deciso di prendere a modello questo percorso”.

Durante la sua visita ad Artigiano in Fiera, Valditara ha anche ricordato “la competenza dei nostri artigiani: c’è un tema di appassionare i giovani al mondo dell’artigianato, della creatività, del lavoro. È un tema che a mio avviso deve essere affrontato sin dalle scuole primarie, perché si incuriosisce, si appassiona, si entusiasma lo studente proprio dai primi anni di frequenza alla scuola”.

L’obiettivo del Ministro, con le associazioni del mondo dell’artigianato, è quello di “portare queste grandi professionalità, con i loro manufatti più significativi nelle scuole, per far appassionare i giovani, per far sì che capiscano che ci sono dei percorsi di formazione e quindi sbocchi professionali, che sono estremamente affascinanti. Che sono in grado di realizzare i talenti di tanti giovani e che sono anche molto redditizi, quindi possono essere anche fonte di realizzazione personale e professionale”, ha concluso Valditara.

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