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Riforma dei cicli in dirittura di arrivo

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Tale risoluzione risponde ad una precisa norma del regolamento parlamentare che prevede che si proceda alla  discussione in aula, anche se non sono terminati i lavori in Commissione, qualora sia stata fissata precedentemente la data del passaggio in assemblea.
La relazione introduttiva è stata tenuta dallo stesso presidente della commissione cultura di palazzo Madama, il sen. Ossicini, così come previsto dalle disposizioni regolamentari.
Il presidente ha esposto dettagliatamente l’iter del disegno di legge soffermandosi sui punti salienti del dispositivo di riforma, che coincide con il testo inviato dalla Camera. Circa 300 sono gli emendamenti presentati dall’opposizione che ha messo in atto un duro ostruzionismo contro il disegno di legge. Non sono bastate le 9 sedute dedicate dalla commissione per la discussione delle proposte di modifica al provvedimento e, quindi, il testo è dovuto passare all’esame dell’aula senza alcun cambiamento. Ciò anche in forza della necessità di abbreviare i tempi di approvazione.
Nulla di fatto per l’ordine del giorno presentato dal sen. Bergonzi, approvato dalla commissione, circa la necessità di impegnare il governo al mantenimento degli attuali livelli occupazionali malgrado la riduzione di anno del ciclo elementare media. Il fatto che la discussione non sia stata terminata ha determinato la decadenza automatica della risoluzione. Tre i cicli previsti dal disegno di riforma: scuola per l’infanzia (triennale), scuola di base (settennale), scuola secondaria (quinquennale).
Il primo ciclo comprenderà alunni di età compresa dai 3 ai 6 anni. Il secondo ciclo includerà l’attuale scuola elementare e media, con un anno di corso in meno, l’ultimo ciclo coinciderà con l’attuale scuola superiore.

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