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Riforma dell’Università

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Al fine di adottare un sistema di titoli di semplice leggibilità e compatibilità che favorisca un’immediata idoneità all’impiego dei cittadini italiani in Europa, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha emanato (pubblicandolo sul Supplemento Ordinario n. 170 alla Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2000) il decreto sulla "Determinazione delle classi delle lauree universitarie".
Attraverso una diversa articolazione dei corsi e dei relativi titoli rilasciati si avvia la trasformazione dell’ordinamento degli studi universitari, i cui criteri generali sono stati fissati con il decreto n. 509 del 3 novembre 1999 relativo al "Regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli Atenei", nel quale vengono definiti tre livelli di istruzione superiore: la laurea, che rappresenta il titolo di 1° livello e che si ottiene al termine di un percorso di studi triennale; la laurea specialistica, raggiungibile dopo due ulteriori anni di studio, il cui corso prevede una formazione che possa consentire lo svolgimento di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici; il dottorato di ricerca, a cui si affiancano altri percorsi di "alta formazione" organizzati anche attraverso la promozione di una rete di "scuole di eccellenza" post-laurea.

Gli Atenei hanno tempo 18 mesi, dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, per adeguarsi alla nuova riforma.