Come abbiamo scritto, è previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro annui per la formazione dei docenti, inclusa quella specifica per i commissari d’esame alla maturità. La partecipazione a questa formazione sarà un titolo preferenziale per la nomina nelle commissioni.
Lo prevede il decreto-legge, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 4 settembre 2025, con il quale sono introdotte misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Altra novità riguardante le commissioni concerne la loro composizione: infatti, si passa da sette a cinque commissari d’esame, due commissari interni, due esterni e il presidente di commissione.
Dovrebbe anche essere previsto un aumento dei compensi, che, ricordiamo, sono fermi al 2007: “Contiamo anche di pagare di più i commissari che andranno a fare la maturità”, ha annunciato il Ministro Valditara uscendo da Palazzo Chigi.
Per gli esami di Stato del 2025 i compensi destinati ai commissari e ai presidenti di commissione restano invariati rispetto al passato: importi che, incredibilmente, sono fermi al 2007. A stabilirli è il decreto interministeriale del 24 maggio 2007, mai aggiornato nei diciotto anni successivi. Un’anomalia che desta perplessità e malcontento tra chi opera nel mondo della scuola, specie in un contesto in cui l’inflazione e l’aumento del costo della vita hanno reso quei numeri sempre più lontani dalla realtà attuale.
Come ampiamente riportato, (leggi l’articolo), i compensi lordi previsti sono:
A questi si aggiungono rimborsi chilometrici (0,50 euro/km) e indennità giornaliera in caso di trasferta, calcolate in base alla distanza e al numero di giorni di presenza.
Per ricostruire lo scenario precedente al 2007 abbiamo letto la circolare ministeriale n. 104 del 1999 che stabiliva compensi forfettari suddivisi in due voci (ovviamente in Lire): funzione e trasferta.
Conversione effettuata al tasso ufficiale di 1 € = 1.936,27 lire.
In caso di più classi o commissioni, era previsto un compenso aggiuntivo proporzionale, senza incremento per la trasferta.
Conversione effettuata al tasso ufficiale di 1 € = 1.936,27 lire.
Analizzando i dati emerge un fatto sorprendente: i compensi per commissari e presidenti oggi sono sostanzialmente allineati a quelli del 1999, ma senza alcun adeguamento al costo della vita degli ultimi 26 anni.
Se nel 1999 un presidente guadagnava circa 1.368 euro lordi (tra funzione e trasferta), oggi ne percepisce 1.249, con un aumento quasi simbolico se si prende in considerazione anche la trasferta, del tutto assorbito dall’inflazione. Stesso discorso per i commissari esterni, passati da circa 827 a 911 euro (esclusa la trasferta).