Home Disabilità Riforma Renzi-Giannini, per i docenti di sostegno poteva fare di più

Riforma Renzi-Giannini, per i docenti di sostegno poteva fare di più

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La riforma Renzi-Giannini non conterrebbe la dovuta attenzione per gli insegnanti di sostegno: tra i 148mila docenti che entro il prossimo settembre verranno immessi in ruolo, circa 9mila faranno parte di quel contingente che ogni giorno è impegnato nella formazione e nell’inclusione degli alunni con disabilità. Una specializzazione preziosa, che negli anni è spesso stata al centro della preoccupazione delle famiglie a causa, ad esempio, delle poche ore di sostegno concesse ai figli o per il ritardo delle nomine degli insegnanti. Fino talvolta a ricorrere al giudice per far valere i propri diritti.

Ora, nonostante le circa 13mila stabilizzazioni di quest’anno e le quasi 9mila preventivate per il prossimo (più alcune migliaia ad inizio 2014), secondo la Flc-Cgil gli insegnanti di sostegno “non sono ancora sufficienti rispetto alle esigenze. Abbiamo avuto un continuo aumento degli alunni disabili – osserva il segretario generale della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo – c’è bisogno di adeguare gli organici. Anche il personale Ata è determinante per il sostegno, ma nelle Linee guida non si dice nulla. C’è una sentenza della Corte Costituzionale” che ha riconosciuto il diritto del disabile all’istruzione come un diritto fondamentale, “va fatta rispettare”.

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Nel 2013-2014 gli alunni con disabilità iscritti a scuola, scrive l’Ansa, erano 207.244 (202.314 l’anno precedente), 103 mila circa i posti per insegnanti di sostegno. A oggi i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento con specializzazione sul sostegno sono circa 14 mila. Con le quasi 9 mila assunzioni – “già autorizzate e coperte finanziariamente sulla base del decreto scuola del 2013” – l’organico di diritto raggiungerà quota 90 mila. Così il Governo vuole “garantire i diritti degli alunni e il miglioramento dell’organizzazione territoriale dei rapporti con le famiglie”.

Dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) e dalla Federazione associazioni nazionali disabili (Fand) arriva una proposta di legge per la riforma della docenza di sostegno, già sottoscritta da “alcune forze politiche”. Le disposizioni previste, si legge in una nota di Fish, “potrebbero favorire la continuità didattica, oggi frenata dal diffuso precariato, creando degli appositi ruoli per i docenti per il sostegno”. Il disegno di legge ribadisce “l’obbligo di riduzione del numero di alunni per classe e di alunni con disabilità nella stessa classe. E ancora: l’obbligo di formazione iniziale e in servizio dei docenti sulle didattiche inclusive. Introduce poi un Comitato interministeriale, attualmente assente nel nostro sistema, che sovrintenda alle scelte delle politiche generali sull’inclusione sociale e scolastica delle persone con disabilità”.

Tra i meno critici verso il ‘pacchetto’ di assunzioni è, invece, Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola: “il piano di assunzioni potrebbe andar bene, ma altre volte ci sono stati piani che non hanno trovato le coperture. Speriamo che alle Linee guida seguano fatti. Perché ciò che serve per il sostegno è continuità”.