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Aggiornato il 11.02.2019
alle 17:10

Ringraziamo Bussetti per averci rivelato le vere intenzioni del governo

Ringraziamo il ministro Bussetti per il lapsus freudiano scappatogli durante l’intervista ad Afragola quando ha detto: “I docenti meridionali si devono impegnare di più, devono lavorare e fare sacrifici” alla domanda del giornalista se fossero stati dati più fondi alle scuole del Sud.

Con quel lapsus, ha finalmente fatto prendere coscienza a tutti gli insegnanti del Sud cosa vuol dire autonomia differenziata detta anche “secessione dei ricchi”: dare più risorse alle scuole del Nord e meno alle scuole del Sud, checché dicano circa una presunta maggiore efficienza dei territori con questo patto scellerato tra regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna) e Governo, patto ahimé già concordato con il precedente governo Gentiloni.

Ma si è ancora in tempo per respingerlo: il M5S sta prendendo coscienza, anche dopo i risultati elettorali in Abruzzo, che non si può accettare roba del genere, dopo che molti meridionali hanno votato per loro.

Il PD deve uscire dall’ambiguità: ha già spianato la strada con la modifica del titolo V della Costituzione, adesso aspetta di vedere il testo. Ma cosa vuol vedere? E’ già tutto chiaro, bisogna prendere posizione e opporsi nettamente.

Altrimenti non ci resta che sperare nella Corte costituzionale per dichiarare incostituzionale un provvedimento che tratta in maniera diseguale le regioni, premiando quelle più ricche e punendo quelle più povere.

In sintesi, più che chiedere le dimissioni del ministro Bussetti o le sue scuse, occorre ringraziarlo per aver fatto prendere coscienza a noi meridionali della vera partita che è in gioco.

Eugenio Tipaldi

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