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Aggiornato il 02.04.2026
alle 10:25

Rinnovo contratto scuola, cosa ne pensano davvero i sindacati? Tra Ata penalizzati, richiesta buoni pasto e anno 2013: le interviste

Il primo aprile all’Aran si è tenuto l’incontro decisivo per la firma della parte economica del contratto collettivo nazionale del personale scolastico per il triennio 2025-2027. Un passo storico, quello compiuto dai sindacati di categoria – CGIL, CISL, UIL, SNALS, Gilda e Anief – che per la prima volta hanno sottoscritto un rinnovo prima della scadenza naturale del contratto precedente. Gli aumenti ammontano a circa 130 euro mensili lordi in aggiunta a quanto già percepito, ma restano aperte questioni cruciali come il recupero dell’anno 2013, i buoni pasto e il divario salariale con il resto della pubblica amministrazione. La parte normativa dovrebbe concludersi entro la fine del 2026.

Flc-Cgil dice sì: “In linea con l’inflazione, ma servono risorse”

Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc-Cgil, spiega alla Tecnica della Scuola perché stavolta il suo sindacato ha apposto la firma, dopo il “no” al CCNL 2022-24: “Non ci sono undici punti di differenza con l’inflazione registrata nel triennio, ma la cifra collocata per il rinnovo è sostanzialmente in linea, anzi con qualche cosa in più, rispetto all’inflazione calcolata ad oggi”. Tuttavia, Fracassi lancia un avvertimento sul contesto internazionale: “Quello che sta accadendo nel mondo, mi riferisco in particolare al conflitto in Medio Oriente, sta determinando un aumento generalizzato dei livelli di inflazione; quindi vanno trovate delle soluzioni, in primo luogo di natura politica”. Per la parte normativa, le priorità indicate sono: valorizzazione delle indennità, buono pasto, piena equiparazione tra personale a tempo determinato e indeterminato e recupero dell’anno 2013. Su quest’ultimo punto, Fracassi ricorda che “la nostra organizzazione fu la sola a non sottoscrivere quell’accordo che nel tempo ha prodotto danni al personale della scuola. Ecco perché il Governo deve fare un mea culpa”. E chiude con una critica: “Non basta rivendicare di avere sottoscritto tre contratti: è importante la volontà politica di rafforzare diritti, tutele e la condizione salariale del personale”.

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Gilda e Uil Scuola: “Patti mantenuti, ma il 2013 resta una ferita aperta”

Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda, dichiara ai nostri microfoni di aver firmato perché “sono stati mantenuti i patti”, ma avverte che il contesto è cambiato: “Fino a un mese fa si poteva coprire l’inflazione”. Insieme agli altri sindacati, la Gilda ha sottoscritto una dichiarazione congiunta per chiedere nuove risorse nelle prossime leggi di bilancio. Anche Castellana insiste sul nodo del 2013: “Il mondo della scuola paga fortemente la mancanza di quell’anno. Auspichiamo a un ritorno a scatti biennali”. Sulla carriera docente è netto: “Non si può parlare di carriera creando una guerra tra poveri. Prima diamo le risorse per uno stipendio dignitoso per tutti”. Sul fronte della Uil Scuola, il segretario generale D’Aprile definisce l’accordo “un buon primo passo” e ci segnala due criticità: il recupero del 2013, che definisce “un furto al personale del pubblico impiego”, e i venti milioni destinati agli ATA e DSGA, ritenuti insufficienti: “Gli ATA sono penalizzati”.

Cisl Scuola: “Raccogliamo i frutti della lungimiranza del 2025”

Ivana Barbacci, segretaria generale della CISL Scuola Università e Ricerca, esprime soddisfazione per l’accordo e ne rivendica le premesse: “Oggi stiamo raccogliendo i frutti delle scelte compiute all’atto della sottoscrizione dell’intesa per il precedente rinnovo, obiettivo per il quale la CISL Scuola si era spesa con forte determinazione”. Barbacci aveva accolto positivamente la proposta Aran di destinare la totalità delle risorse all’aumento delle retribuzioni base, apprezzando inoltre “la scelta di caratterizzare con risorse specifiche il profilo di operatore” e l’incremento di CIA, RPD e indennità per i DSGA. Sul piano della puntualità contrattuale, la segretaria è convinta che “è uno dei fattori che incidono molto sull’efficacia della tutela del potere d’acquisto”. Non mancano però le preoccupazioni sul contesto internazionale: “La drammaticità degli scenari di guerra potrebbe avere pesanti ricadute in termini economici e di inflazione. Credo sia indispensabile prevedere momenti di verifica, ipotizzabili in chiusura dell’anno in corso”. Barbacci ha inoltre sollecitato la piena attuazione delle norme per il personale dei Policlinici e il recupero del 5% accantonato per il settore della Ricerca in vista del riordinamento professionale.

Anief: “Terzo contratto per recuperare, ma serve un miliardo e mezzo”

Marcello Pacifico, presidente di Anief, non nasconde qualche riserva: “Ci sono aspetti che non ci convincono. L’inflazione è cresciuta, questo è il terzo contratto con cui cerchiamo di recuperare”. Il dato più critico riguarda il divario salariale: “Il personale scolastico prende da anni un terzo dello stipendio in meno rispetto alla PA, questo non era così 25 anni fa”. Pacifico si dice però soddisfatto che il contratto venga firmato prima della scadenza: “Già in estate ci saranno i primi aumenti”. Tra le rivendicazioni di Anief figurano il riconoscimento del buono pasto, del burnout professionale e della formazione incentivata. Il presidente guarda con attenzione alla parte normativa: “Dobbiamo continuare a lavorare per un miliardo e mezzo in più nella prossima legge di bilancio per il personale della scuola”.

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