Rinnovo contratto scuola, arriva la firma? Le ultime dall'ARAN

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Aggiornato il 01.04.2026
alle 12:39

Rinnovo contratto scuola, sindacati soddisfatti all’Aran: ora si passa subito alla parte normativa tra 2013 e buoni pasto – INTERVISTE

Rinnovo contratto scuola, ci siamo: oggi, 1° aprile, alle ore 10:00, si svolge un incontro relativo alla prosecuzione della trattativa del rinnovo contrattuale CCNL personale comparto Istruzione Ricerca 2025 – 2027, all’Aran.

Potrebbe essere l’incontro decisivo per la firma della parte economica del contratto.

D’Aprile: “Entro il 2026 parte normativa”

Ecco cosa ha detto il segretario generale Uil Scuola D’Aprile ai nostri microfoni: “Ci siamo impegnati per anticipare la parte economica del 2025-2027. Quello di oggi è un buon primo passo, con aumenti del 6%. Da domani al lavoro sulla parte normativa, per discutere. Abbiamo rilevato due osservazioni: una riguarda il recupero dell’anno 2013, si tratta di un furto al personale del pubblico impiego. E poi su venti milioni destinati a incrementare le buste paga degli ATA e DSGA. Gli ATA sono penalizzati mentre ancora gli operatori scolastici esistono ancora sulla carta”.

“Ora si parlerà anche di buoni pasto, magari introdotti nel contratto e poi verificando la parte economica con il Mef”. E le tempistiche? “Credo che entro la fine dell’anno 2026 ci sarà tempo per migliorare la parte normativa del contratto”.

Castellana (Gilda): “Mantenuti patti”

Ecco cosa ci ha detto Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale Gilda: “Abbiamo firmato perché sono stati mantenuti i patti. C’è da attenzionare una nuova situazione. Fino ad un mese fa si poteva coprire l’inflazione. Insieme ai sindacati abbiamo sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui chiediamo nuove risorse nelle prossime leggi di bilancio. Ci rendiamo disponibili ad aprire la nuova parte economica qualora ci siano”.

“Poi c’è la questione 2013. Va recuperato in fase contrattuale. Il mondo della scuola paga fortemente la mancanza del 2013. Auspichiamo ad un ritorno a scatti biennali. Finché non ci sono risorse precise per recuperare il gap contrattuale con la PA a parità di titoli probabilmente vale la nostra idea per una contrattazione separata che valorizzi i docenti e gli ATA per dare finalmente dignità a questo mondo”.

“Ci vuole un fondo per recuperare questa differenza perequativa. Poi, la violenza nelle scuole, non può essere la normalità. Ci vogliono tutele immediate e poi reinvestire nella scuola. Sono convinto che stiamo diventando una società violenta. La violenza è figlia dell’ignoranza: abbiamo smesso di studiare le materie per diventare un progettificio. Si parla di educazione civica, ma le 33 ore sono ricavate a scapito delle discipline. Spesso nelle scuole è una farsa. Chi insegna lo sa, tutti questi progetti sono solo autoreferenziali. Invece dobbiamo tornare allo studio delle materie e riprendere ad essere la cultura della socialità”.

“Non si può parlare di carriera docente creando una guerra tra poveri. Prima diamo le risorse per uno stipendio dignitoso per tutti. La scuola non è una caserma, uno dei suoi pregi è la collegialità. Abbiamo anche la questione delle sanzioni disciplinari: al momento i procedimenti disciplinari non funzionano. Ci vuole un organismo terzo, un consiglio superiore della docenza. Il dirigente accusa e allo stesso tempo critica. Spesso il giudizio non è oggettivo”.

Pacifico (Anief): “Inflazione cresciuta”

Ecco cosa ci ha detto Marcello Pacifico, presidente Anief: “Ci sono aspetti che non ci convincono. L’inflazione è cresciuta, questo è il terzo contratto con cui cerchiamo di recuperare. Per la prima volta lo firmiamo prima della scadenza. Già in estate ci saranno i primi aumenti. Ma abbiamo fatto notare che il personale scolastico prende da anni un terzo dello stipendio in meno rispetto alla PA, questo non era così 25 anni fa”.

“Non ci possiamo rassegnare a questa idea, questa deve essere l’occasione. Se è vero che chi firma i contratti prima ha più risorse in legge di bilancio, speriamo sia così in questo caso. La parte normativa non esclude ulteriori risorse, anche se non in tabellare”.

“Bisogna capire se il Governo metterà risorse solo per il comparto scuola, almeno un miliardo e mezzo per tutto il personale. Questo deve essere necessario, non è tollerabile che dopo più di 25 anni si prenda molto di meno. Se iniziano ad essere stanziati soldi in più nei prossimi due o tre anni si possono fare tante cose, dai precari, ai buoni pasto e al 2013”.

“Siamo felici che le diverse battaglie siano condivise da altre sigle. Rimane il problema a priori di uno stanziamento speciale per il personale della scuola. Siamo in un momento di crisi internazionale, possiamo andare a fare le richieste e la voce potrebbe essere sempre più forte”.

“Vogliamo riconosciuti il buono pasto, il riconoscimento del burnout. Poi c’è il tema della formazione incentivata e potrebbe essere una occasione per valorizzare il personale di sistema. Dal 2027 è previsto un differenziale di mille euro in più per gli operatori scolastici rispetto ai collaboratori. Cerchiamo di andare in questa direzione valorizzando anche i funzionari, sono piccoli passi”.

“La parte normativa entro l’anno? Per noi è un impegno, dobbiamo continuare a lavorare per un miliardo e mezzo in più nella prossima legge di bilancio per il personale della scuola”.

La diretta della Tecnica della Scuola dall’ARAN

Per tutte le ultime novità sul contratto saremo in diretta dall’ARAN con il nostro direttore Alessandro Giuliani che sentirà le testimonianze dei protagonisti. In studio il vicedirettore Reginaldo Palermo insieme a Daniele Di Frangia e Valerio Musumeci della redazione affronteranno i temi del rinnovo del CCNL.

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Aumenti stipendi, di quanto?

Come ricordato da ItaliaOggi e Il Sole24Ore, la legge di bilancio 2025 ha fissato per i rinnovi un incremento complessivo del 5,4%. Tradotto in busta paga, questo parametro porta ad aumenti medi lordi mensili di circa 143 euro per i docenti e 104 euro per il personale Ata. Per i docenti: l’aumento medio oscilla dai 110,16 euro per i neoassunti dell’infanzia e primaria fino ai 185,38 euro per i laureati della secondaria con oltre 35 anni di servizio. Per il personale Ata il valore medio di 104 euro varia dagli 85,77 euro per i collaboratori a inizio carriera fino ai 128 euro per un assistente amministrativo a fine carriera.

Dato che il nuovo contratto copre il periodo che parte dal 1° gennaio 2025, l’annunciata firma di aprile della parte economica farà scattare il diritto a recuperare quanto non percepito lo scorso anno. In un’unica soluzione, se tutto andrà bene già in estate, i dipendenti della scuola riceveranno una somma che comprende le 13 mensilità della prima tranche di aumenti prevista per l’intero 2025.

Con il rinnovo del contratto dal 1° gennaio 2025 scattano aumenti distribuiti in tre tranche fino al 2027. Gli incrementi variano in base al ruolo e all’anzianità di servizio: un collaboratore scolastico con pochi anni di carriera passa da 17.816 a 18.486 euro annui lordi, con un aumento mensile di circa 86 euro; un operatore scolastico con lunga anzianità arriva a guadagnare 24.347 euro annui, quasi 113 euro in più al mese rispetto alla partenza. Le figure amministrative apicali registrano i progressi più significativi: i funzionari ad elevata qualificazione con almeno 35 anni di servizio salgono da 40.415 a 41.935 euro annui, pari a un incremento mensile di quasi 195 euro.

Anche per i docenti gli aumenti sono concreti, sebbene differenziati per ordine di scuola e titolo di studio. Gli insegnanti di scuola dell’infanzia e delle elementari, così come i docenti diplomati degli istituti secondari di secondo grado, vedono la propria retribuzione crescere da 22.882 a 23.742 euro annui (fascia iniziale), con circa 110 euro in più al mese; chi insegna alle medie o è docente laureato nelle superiori parte da una base più alta — 24.768 euro — e arriva a 25.699 euro nel 2027, con un incremento mensile intorno ai 119 euro. La forbice si allarga sensibilmente con l’anzianità: un docente laureato delle superiori con 35 o più anni di carriera raggiunge i 39.954 euro annui, guadagnando oltre 185 euro al mese in più rispetto al 2025. Tutti i valori si riferiscono a dodici mensilità lorde, a cui va aggiunta la tredicesima.

“Come sempre ho affermato, la mia posizione sui contratti è molto critica ma per la prima volta siamo riusciti a ridurre i tempi. La nota positiva è che l’incremento del 6% circa dello stipendio, andrà tutto nello stipendio tabellare. E’ necessario, però, un enorme intervento della politica, con risorse aggiuntive per far recuperare potere d’acquisto e ridare dignità ai docenti”, queste le parole di Castellana, coordinatore nazionale Gilda.

Le parole del ministro

Quando arriveranno i prossimi aumenti per docenti e ATA? In primavera, ci sono da attendere solo i tempi tecnici. A confermarlo, ai microfoni della Tecnica della Scuola, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, a margine del congresso Snals a cui ha partecipato il 19 marzo, a Roma.

Ecco cosa ci ha detto il ministro: “Record assoluto, non c’è mai stato un governo che abbia sottoscritto in una sola legislatura ben tre contratti e complessivamente saranno 416€ in media al mese di aumento. Ci sono anche degli arretrati per 557€ in media per il personale docente, un poco inferiori per il personale ATA”.

“Ma è la prima volta che garantiamo non solo continuità contrattuale ma anche un complessivo aumento. Ho chiesto proprio al Ministro Zangrillo e all’Aran di anticipare la parte economica, potremmo dire in primavera”.

L’annuncio di Naddeo

A voler chiudere domani è l’Aran, come ha annunciato sempre il 19 marzo il presidente Naddeo: “La parte normativa seguirà quella economica: ci metteremo tutto l’impegno possibile”, queste le sue parole.

“Auspichiamo che si possa arrivare ad una chiusura del terzo contratto con grande rapidità. So che ci sono ottime probabilità di una chiusura rapida, non c’è mai stato un Governo della Repubblica che ha mai chiuso tre contratti in una legislatura”, ha detto lo stesso giorno il ministro Valditara.

Ecco le parole di Valditara ai nostri microfoni sull’apertura del rinnovo del contratto scuola lo scorso 11 marzo: “Auspichiamo tempistiche molto veloci. Questo è il terzo contratto che andiamo a concludere in una legislatura. Sfido chiunque a trovare un Governo nella storia repubblicana che abbia concluso tre contratti per la scuola. Complessivamente saranno, sommando le varie risorse messe a disposizione dei tre contratti, saranno 416 euro al mese di aumento per il personale docente”.

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